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CENNI STORICI E AMMINISTRATIVI DI LASTUNAS



 
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tuccio



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MessaggioInviato: Sab 4 Nov 2006 - 2:45     Oggetto: CENNI STORICI E AMMINISTRATIVI DI LASTUNAS Rispondi citando

UN PO DI STORIA E AMMINISTRAZIONE DI TUNAS

La nostra provincia annovera una lunga tradizione di lotta per la sua partecipazione a tutte le guerre di liberazione di Cuba. Sullo scudo della città capitale, Las Tunas, è presente il motto "Bruciata piuttosto che schiava", perché queste furono le parole del maggiore generale Vicente Garcia quando nel 1876 ordinò l'incendio della città, incendio che cominciò proprio dalla sua casa, affinché non fosse nuovamente conquistata dal nemico.
Questo fa sì che non si possa ammirare la sua architettura originaria, dato che la città è stata bruciata integralmente in tre occasioni, ed è giunta ad assumere un carattere eclettico nelle prime decadi di questo secolo.
La provincia non è arricchita da un paesaggio di grandi salti d'acqua, vulcani o antiche costruzioni dall'aspetto maestoso, però vi si può riscontrare l'opera di un popolo che con il suo lavoro costruisce un futuro a partire dal suo presente.
Vi invitiamo a Las Tunas a conoscere le sue conquiste, a visitare luoghi non privi di bellezza e, perché no, a scoprire i segreti del perché lottiamo e di come si verifica il "miracolo"della nostra resistenza.
Per dare un'idea dei percorsi che possiamo organizzare:

* Conquiste della sanità

Visita, in un quartiere, a un consultorio del medico di famiglia. In seguito, conoscenza della struttura del nostro sistema sanitario con visita, innanzitutto, alle istituzioni che formano medici e personale specializzato così come a ospedali e istituzioni del complesso della sanità. In caso di interesse particolare si potranno organizzare conferenze, lezioni, dibattiti su temi scientifici.
Il mondo della scienza medica è di una straordinaria ricchezza poiché il nostro popolo ha posto nelle circostanze attuali la possibilità di sfruttare i progressi scientifici sconosciuti in molti paesi.

* Educazione

Visite a scuole, circoli infantili, scuole superiori, scuole speciali, scuole di discipline artistiche.
Si potranno vedere dimostrazioni del risultato del lavoro nelle stesse scuole; si potranno organizzare attività culturali e ricreative, si potrà avere un ricordo (cartoline, ecc..) elaborato dagli stessi alunni.
In caso di interesse si potranno organizzare conferenze, lezioni o dibattiti su temi specifici.

* Sport

Visite a scuole sportive, aree e altri tipi di installazione sportiva Si potrà seguire il processo di reclutamento dei possibili atleti, il loro inserimento in aree specifiche o scuole specializzate.
Visita alla casa di uno dei martiri delle Barbados (scherma) vicino alla quale è installata una scuola di scherma; visita ad altre installazioni che per la loro importanza siano di interesse. Nel caso di un interesse particolare, specialisti potranno dare informazioni al riguardo.
Per quanto riguarda lo sport, disponiamo anche di campo di tiro a segno, campo Olimpico, recinto di caccia e servizio di guida.

* Cultura

A Las Tunas disponiamo di un ricco capitale di manifestazioni culturali di indiscutibile maestria. Nella musica è riconosciuta la qualità dei nostri esecutori e prova di ciò è che una quantità apprezzabile di gruppi viaggiano periodicamente per diffondere la nostra cultura nel mondo.
La letteratura ha avuto qui il privilegio di essere la culla di Juan Crisobal Napoles e Fajardo, "El Cucalambé", che ha mantenuto viva la forma di far poesia che creò lo spagnolo Espinel da ormai molti anni e che per il nostro orgoglio tutt'oggi si mantiene vivo.
Ogni due anni celebriamo eventi internazionali conosciuti come il festival ibero-americano della decima, alternato con la ormai tradizionale Giornata Cucalambeana. Gli scrittori di Las Tunas conquistano costantemente premi in vari concorsi e le case editrici gareggiano per la pubblicazione.
Nel teatro meravigliano le messe in scena come per esempio quelle dei gruppi dei burattinai con le loro tecniche di "Luz Negra".
La cultura africana ci è giunta per vie diverse da quelli di altri luoghi del paese ed esempio di ciò è il gruppo Pety Dance de Parla Francesa, giunto da Haiti, con una straordinaria ricchezza artistica, ormai caribeño.
A parte menzioneremo le arti plastiche; abbiamo disegnatori, pittori, incisori, ma soprattutto un forte movimento di scultori. Las Tunas detiene a buon diritto il titolo di "Capitale della scultura cubana": vantiamo un'installazione che contiene la collezione di scultura cubana contemporanea di piccolo e grande formato, più completa del paese. Inoltre un'importante quantità di sculture, realizzate dai migliori artisti del paese, sono state inserite nel paesaggio urbano. Suggeriamo un incontro con i nostri artisti per apprezzare la qualità del loro lavoro.
Lasciamo alla fine, non per la sua importanza, ma per il risultato tanto brillante del suo lavoro, il successo dei Maghi, come Piter, capaci di organizzare la maggior Scuola di magia del paese e gli eventi spettacolari con i più bei risultati del paese.

* Aspetti generali

La provincia Las Tunas si basa su di un'economia diversificata, come l'allevamento, la canna da zucchero, vari tipi di prodotti agricoli, alcune industrie importanti per l'economia nazionale ; può inoltre contare su una delle risorse più valide per raggiungere obiettivi più che ambiziosi:il suo stesso popolo. La provincia gode di un clima favorevole, di coste al sud e a nord, di splendidi paesaggi , dipinti per la sinuosità delle palme, di dolci colline e di un cielo sempre azzurro.
Las Tunas può offrire una chiara forma di conoscenza della nostra democrazia, attraverso incontri con i delegati di circoscrizione, attraverso la conoscenza del nostro processo elettorale, della zona municipale, di come eleggiamo e di chi sono i nostri deputati e, in fine, di come scegliamo il nostro governo.
Las Tunas può dare esempio di come ci difendiamo in caso di aggressione, attraverso la visita ad un tunnel e ad un carcere femminile, luogo che molto spesso in altre parti del mondo è penoso mostrare. Si potrà poi visitare una cooperativa, dialogare con le donne impegnate nella lavorazione dei gamberetti, con i nostri lavoratori impegnati nella ricerca scientifica verso nuove prospettive di sviluppo, con i nostri artigiani, artisti, educatori, atleti, economisti, tecnici industriali. In fine si potrà dialogare con questo popolo, sincero, amico, fratello che vi dirà il segreto di come sia in grado non solo di resistere al blocco , ma anche di superarlo , di svilupparsi, di essere felice e solidale.


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II SINTESI STORICA

Prima della conquista e della colonizzazione di Cuba, questa regione era abitata da aborigeni, raggruppati nelle province di Cueybà, Manyabon, Boyucà (*), nelle province di tradizione agricola e ceramista nel nord (**) e nelle province di cacciatori, pescatori, raccoglitori del centro e del sud(***). Non bisogna però dimenticare che in ciascun luogo, in diverse occasioni sono emerse testimonianze che provano la coesistenza delle diverse culture.
Uno dei primi contatti tra gli aborigeni e gli spagnoli si ebbe nel 1510 in seguito al naufragio del conquistatore Alonso de Ojeda, che riparò a Cueybà e qui fondò il primo eremo della località e il secondo di Cuba, iniziando il nostro territorio al culto mariano, della vergine Maria.
Dopo la fondazione di San Salvador de Bayamo nel 1513, fu ordinata a Francisco de Morales la conquista di Manyabon con scalo a Cueybà. A Manyabon massacrò gran parte della popolazione indigena assoggettandola in schiavitù. Nel 1603 su ordine reale fu concesso a Don Juan Rivero Gonzalez la proprietà del "primer hato"in Cueybà, primitiva forma di concentrazione della proprietà.
Lentamente il territorio si popolò di schiavi e latifondisti, che sviluppavano l'allevamento estensivo.
Grandi proprietari provenienti principalmente da Bayamo e da Puerto Principe acquistarono qui mercedi di terra per ampliare i loro affari, tenute nelle quali essi non risiedevano.

Nel 1707, il vescovo di Cuba Don Geronimo Valdes, concesse a Diego Clemente Rivero erede del "hato" la licenza per costruire un eremo che venne concluso nel 1709, con il nome di San Geronimo in onore del vescovo e con la funzione di alloggiare missionari che viaggiavano verso Santiago del Prado (El Cobre).
Nel 1729 la regione contava su sette contratti e dodici proprietà; i proprietari della principali tenute furono rispettivamente i Gamboa, Coronado Vasques, Santiesteban Coronado, Rivero Gonzalez, Aguilera Tamayo e Tamayo Mejia.
Secondo la storia orale, il nome di Las Tunas appare durante questo secolo in relazione con gli allevamenti Jesus Gamboa nelle cui terre cresceva la menzionata Opuntia, la quale ossequiava i visitatori ascoltando fra i commercianti agricoli la frase "Andiamo per le tenute di Las Tunas" e con il tempo il toponimo degenerò in "Las Tunas"e rimase come nome definitivo.
Nel 1735 la parrocchia di San Geronimo registrò 513 persone, censite sotto il controllo del suo parroco Nicolas Tamayo. Questa popolazione ovviamente non era circoscritta entro i limiti della città, ma si estendeva a tutte le proprietà dal fiume Cauto fino ai confini di Jobabo. Vi era anche una certa dispersione demografica. Nel "hato"di Las Tunas nel 1775 compaiono una sacerdote ed una popolazione di 95 anime, distribuite in undici siti di lavoro e in undici case, cioè vi era una casa per ogni luogo di lavoro. Pertanto in questa data non si può parlare di un centro abitato, ma di abitazioni disseminate su tutto il territorio. Nel 1790 la chiesa, in stato rovinoso, fu ricostruita sotto la tutela del Padre Silverio del Prado e Villafrancia, che prestava servizio dal 1789. Ogni anno la parrocchia diventava il centro delle festività della Settimana Santa e attorno ad essa i parrocchiani costruivano case di guano e acqua (pajares) che si fecero ogni volta più numerose. Dal momento che queste costruzioni venivano realizzate nei terreni dei proprietari, questi protestavano sostenendo lunghe liti giudiziarie che culminarono nell'autorizzazione per la legalizzazione del popolo nel 1796. Questo dato, come elemento essenziale per la rappresentazione del popolo di Las Tunas, utilizza un documento dell'archivio nazionale (Archivio Nacional, Fondo Gobierno Superior Civil, Legajo 1120 n° 41618) datato 1821, il quale afferma che:
...il popolo di Las Tunas ebbe inizio con il permesso che i signori delle tenute di questo nome diedero a vari schiavi, liberi, addetti, congiunti perché edificassero i loro pajares nel territorio circostante la chiesa che allo stesso tempo esisteva nella parrocchia e che ancora oggi esiste nel villaggio.
I successori di questi primi padroni non solo mantennero i suddetti pajares, ma convinsero molti altri ad insediarsi concedendo loro la possibilità di costruire i citati pajares come si praticava dall'anno 96 del secolo scorso.
Questo verbale capitolare del capitolo tunero dove si reclama di non pagare le imposte, dal momento che Las Tunas è una cittadina di recente formazione, è il documento che conferma la volontà di fondazione della città da parte dei suoi abitanti nell'anno 1796.
A partire dai primi anni del secolo diciannovesimo continuò l'aumento della popolazione e cominciò la creazione dei diversi corpi sociali: corpo di milizia, giunta di sanità, carceri...
Nel 1847 Las Tunas venne divisa in cinque distretti:Las Tunas, San Cristobal, Cabaniguan, Unique e Cauto el Paso. Il primo avvocato che lavorò qui fu don Josè Joaquin de Oro Ramirez, di origine bayamese.
Il 20 dicembre del medesimo anno venne creata la Tenencia di Governo con don Josè Morales come primo governatore. Il 29 dell'anno seguente si costituì la giunta municipale e nel 1849 smise di essere Tunas de Bayamo, essendosi ormai creato il consiglio comunale con una propria giurisdizione. Le venne dato il titolo di Villa. Nel 1852 la Villa fu divisa in quattro quartieri: Hormiguero, Colon, Fomento, Jurisdiccion. In questo anno la popolazione locale fu di 1357 abitanti.
Per ordine reale le venne conferito il titolo di città nel 1853, quando già tutta la regione aveva uno sviluppo economico stabile e un'indipendenza amministrativa. La città mostrava nella sua strada principale maestosi portici, sostenuti da solide colonne coronate da capitelli capricciosi e da ricchi ornamenti che la rendevano simile alle città romane di un tempo.

Nella storia del popolo tunero vi sono due momenti fondamentali: quando per la prima volta, nel 1796 i suoi vicini si uniscono con l'espresso desiderio di fondare la città; il secondo è un momento di splendore: quando si riconosce Las Tunas come Villa e come città nella quale esisteva un governatore in grado di amministrare i destini dei suoi abitanti, e quando l'economia è fiorita come un rosaio in un terreno concimato dall'ingegnosità dell'uomo.
L'economia locale nel secolo sedicesimo fu anzitutto mineraria, in seguito nel periodo dal XVII al XIX secolo divenne allevatoriale, mentre nell'ultimo secolo occupano un posto importante l'agricoltura e il commercio.
Nel 1898 inizia la penetrazione nordamericana nel territorio con l'introduzione di grandi stabilimenti saccariferi come Chiaparra e Francisco (oggi Jesus Menendez e Amancio Rodriguez); questa industria venne consolidata nei primi tre lustri del secolo con gli stabilimenti di Manatì, Jobabo, Elia ed Elicias.
Durante questo periodo il movimento operaio si fortificò sviluppando una lotta campale contro i padroni che sfruttavano crudelmente i lavoratori; inoltre si produsse una forte immigrazione di braccianti da tutto il Caribe e dalla America insulare, accompagnata da una forte presenza di asiatici ed europei, fondamentalmente spagnola.
La lotta si prolungò fino al primo gennaio 1959, anno in cui trionfa la rivoluzione cubana dopo oltre un secolo di lotta inarrestabile.


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III POSSIBILITÀ CHE OFFRE LA PROVINCIA

Percorso per il centro della città che comprende:

- Piazza Martiana. In essa esiste uno degli orologi solari più grande del mondo con la caratteristica che tutte le feste importanti legate a Josè Martì, sono in esso riflesse. È un luogo storico ed è importante mettere in risalto che è un'opera di grande bellezza e soprattutto una combinazione di matematica, astronomia e sculture di cui la più significativa è quella di Rita Lonza. Il 19 maggio alle tredici e trenta l'orologio solare segna questa data e proietta un raggio di sole che illumina il viso di Josè Martì: come lui chiedeva, cioè morire con il viso illuminato dal sole.
- Visita al memoriale "Vicente Garcia".
- Fondo dei beni culturali.
- Galleria d'arte.
- Visita alla casa del giovane creatore e alla Galleria Laboratorio.
- Museo provinciale Vicente Garcia.
- Piazza culturale.
- Altri luoghi come laboratori di scultura.


SCULTURA
- Visita alla città "Capitale della scultura cubana", dove il visitatore potrà osservare sculture di grande formato fino ad un numero approssimativo di trenta, e dove esiste anche la collezione di piccolo e medio formato più importante del paese che ha sede nella Galleria Laboratorio di scultura.
Tra le sculture di carattere monumentale ed ambientale particolarmente significative sono opere come:
- Fuente Taina di Rita Longa, che rappresenta con un meraviglioso lavoro scultoreo una vecchia leggenda aborigena che parla della nascita dei mari dei caraibi.
- I nostri morti alzino le braccia, opera dello scultore Juan Esnarn, di Matanzas che ricreò i versi di Bonifacio Virne, pronunciati da Camilo Cienfuegos, giorni prima della sua scomparsa, "Nuestros muertos alzando los brazos".
Opere come quelle di:
- Josè Antonio Diaz Pelaez, monumento al lavoro.
- Caballito, Sergio Martinez, premio nazionale di scultura 1978.
- Sarebbe lunga la lista degli autori e delle loro opere, ma se possiamo è importante ricordare che diversi eventi e i loro risultati hanno fatto sì che Las Tunas si caratterizzi per un forte movimento di scultori locali, che espongono pezzi prestigiosi che da un lato gratificano il movimento stesso e dall'altro continuano a caratterizzare Las Tunas come "capitale della scultura cubana".


VISITA AL CORNITO
In questo luogo nacque il poeta Juan Crisobal Napoles y Fajardo conosciuto con lo pseudonimo di Cuchalambè. Il luogo offre diverse possibilità ai visitatori. Qui si realizza con carattere biennale parte delle attività del Festival Iberoamericano della Decima e le Giornate Nazionali Cuchalambeane. Nel suo paesaggio di singolare bellezza creato dai bambù che secondo la tradizione furono piantati dallo stesso poeta, il luogo è circondato da una diga utilizzata per l'acquacultura e in esso funzionano una scuola di Kayak, un giardino botanico in via di sviluppo, un parco dei divertimenti, un piccolo giardino zoologico, una pista da motocross e altre aree di approvvigionamento per l'allevamento.
- Itinerari per Puertos, Playas, Cayos e Planes Especiales.
Ci sono nella provincia tre porti:
Carupano (Municipio Pto Padre), Manatì (Municipio Manatì) e il Porto di Guayabal (Municipio Amancio Rodriguez).
Nel primo esiste una centrale di zucchero sciolto che è la più importante per la sua attività economica. La sua via di accesso è un terrapieno costruito al principio del secolo e che inizialmente serviva solo al passaggio di una ferrovia. Si trova nel centro di una grande rientranza della baia e molto vicino ai piccoli isolotti interni dove si trova un grande sito precolombiano di interesse archeologico.
Il litorale atlantico della nostra provincia è ricco di spiagge di sabbia bianca, è apprezzabile per i raggi del sole, per la pulizia delle sue acque, così come per la straordinaria verginità.
In alcune spiagge si dice di navi giacenti sui fondali, alcune con modeste installazioni, ad esempio: Corella dove è situata una base del Campismo Popular e le sue costruzioni di due piani con un minimo di punti di ristoro.
La spiaggia la Herradura conta su installazioni simili. Nei suoi fondali più profondi si conserva una bellezza straordinaria, essendo zone che non sono state aggredite dall'uomo, delizie per i praticanti degli sport subacquei.
Con queste dobbiamo anche segnalare le spiagge di Covarrubiasa, completamente vergini dove esistono soltanto due installazioni di recente costruzione, essendo accessibili per terra o con un bellissimo viaggio per mare.
Al sud della provincia e molto vicini al mare si trovano i vivai di gamberetti, vera industria di questi crostacei. È un luogo dove è significativo il lavoro femminile nella coltivazione di questi frutti del mare.
Puerto di Guayabal, dove si trova la nostra seconda centrale di zucchero sciolto e un villaggio di pescatori.
Addentrandosi nel mare esiste un arcipelago di bellezza inestimabile, con spiagge di bassa profondità simili a quelle di Cayo Largo, però con una rigogliosa fauna che deve il suo nome "Rabihorcado", a un uccello marino che ha una forma molto caratteristica.
La nostra provincia ha una straordinaria ricchezza faunistica. Ad esempio nella zona di Jobabo esiste una riserva di coccodrilli nel loro abitat naturale che è la più grande del paese.
Diverse dighe hanno una grande popolazione di pesci di acqua dolce che le rendono apprezzabili per la pesca sportiva.
Abbiamo anche riserve di caccia con una grande popolazione di uccelli, specialmente nel luogo conosciuto come Yariguà, vicino al motel "Caisimu".


GLI SPORT
Si possono visitare importanti centri come:
- Sala Polivalente: questa sala dispone di una tribuna per 5000 spettatori, di una sala stampa, una sala video, una sala per riunioni, una sala di protocollo e palestre per ginnastica, lotta, judò e karatè.
- Stadio di baseball: dispone di gradinate per 15000 spettatori, infermeria, fisioterapia, cabina di trasmissione, villaggio per ospitare circa 120 atleti e palestra terapeutica.
- Club di caccia: magnificamente attrezzato per la pratica di tiro con l'arco e con fossa olimpica. È collegato con la riserva di caccia con servizio di guide, ristoro, salone di protocollo, giochi da tavolo.
- Centro di allenamento di baseball: possiede tre campi da baseball con una torre di osservazione, una sala video, una sala di ricreazione, una palestra, un albergo con aria condizionata per 60 atleti e un sistema di amplificazione.
- Pista sintetica per atletica:rivestita con recordflex, con otto corsie nel rettilineo dei cento metri, terreno interno da calcio.
- Scuola di nuoto:piscina olimpica per la pratica del nuoto, polo acquatico, nuoto sincronizzato, con una capacità nelle gradinate di 500 spettatori, servizio di ginnastica e massaggi e con albergo per 100 atleti. Esiste un modulo educativo specializzato nel quale si mettono in luce:
• EIDE
• ESPA
• SCUOLA DI SCHERMA
• ACCADEMIA DI KAYAK

- Pista di motocross: per le sue caratteristiche tecniche è una delle migliori del paese.
- Vi è anche la possibilità di praticare gli sport più amati dai nostri contadini, come la monta dei tori e dei cavalli selvaggi, la cattura di animali, la mungitura di vacche selvatiche e inoltre è praticato anche l'aeromodellismo.


L'EDUCAZIONE

Per verificare una delle più importanti conquiste del socialismo i visitatori possono partecipare a:
- Incontri con:
- bambini e lavoratori di un circolo infantile;
- pionieri delle scuole cittadine e di campagna o visita al Palazzo Provinciale dove si organizzano attività per i bambini veramente apprezzabili;
- studenti di scuola media e studenti universitari;
- scuole speciali per bambini: ciechi o con difetti alla vista, sordomuti, con ritardi nell'apprendimento.
- Visita al Centro Universitario "Vladimir Ilich Lenin", dove ci sono diverse specializzazioni, e incontro con i giovani della FEU; l'incontro sarà interessante.
- Esiste nella provincia la Scuola Pedagogica superiore, dove si diplomano i nostri professori con un alto livello di preparazione per affrontare il loro futuro lavoro di insegnanti.
È possibile organizzare conferenze, lezioni, corsi post-diploma....
- Disponiamo anche , nel nostro sistema di istruzione, di una Scuola d'Arte "El Cucalambè", che è specializzata in arti plastiche, musica, danza, chitarra, tromba e percussioni. È avanguardia nazionale e miglior centro a livello nazionale.
- Esiste poi un "Centro para la Superacion para la Cultura", dove si offrono corsi con tematiche affini al lavoro degli specialisti e dei quadri della Direzione della Cultura.
- Vi è anche una scuola di magia, dotata di materiale per questa attività artistica e che realizza due "Eventi di Magia"con richiamo internazionale; in tutte le case della cultura, inoltre, si organizzano corsi di teatro, danza, musica, arti plastiche.


LA SANITÀ

La provincia anche in questo campo può mostrare i risultati di un'altra grande conquista della Rivoluzione e un Complesso Sanitario sia nella città che in tutti i suoi municipi.
- Consultori dei medici di famiglia: è possibile apprezzare la strategia della Sanità nella prevenzione delle malattie e nell'attenzione ai malati.
- Policlinici integrali: sono strutturati per aree di salute e il loro lavoro è legato alla comunità.
- Ospedale pediatrico "Martiri di Las Tunas": presta servizio alla popolazione infantile.
- Ospedale Clinico Chirurgico Ostetrico Docente "Ernesto Che Guevara": offre:
• servizio di chirurgia, oftalmologia, otorino, ortopedia, si fa attenzione alla medicina nucleare.
• stomatologia, cardiologia, neurochirurgia, medicina naturale e tradizionale.
• ossigenazione ipertrofica.
• dispone di 950 letti e di 1,6 lavoratori per letto.
• si ha lavorato anche a più di 25000 casi con trattamento con agopuntura. Con questa tecnica sono state effettuate anche operazioni chirurgiche e trattamenti dentali.
La provincia ha anche abbondanti giacimenti di fanghi termali che si applicano come trattamento presso l'ospedale "Guillermo Dominguez"del municipio di Puerto Padre.
Altre istituzioni sono:
- Circolo materno e per gli anziani;
- Ospedali psichiatrici;
- Cliniche stomatologiche;
- Bambini con infermità fisiche e mentali.
- Facoltà di scienze mediche: l'insegnamento inizia negli anni 1980-1981; attualmente offre corsi pre-laurea in medicina e lauree in infermeria e in stomatologia. Si tengono anche corsi post-laurea nei quali si distinguono le specializzazioni in medicina generale integrale, medicina interna, pediatria, ginecologia, chirurgia generale.


SCIENZA

Si possono visitare centri di investigazione come:
- EPICA: ricerca genetica e riproduzione della canna da zucchero.
- CIA: stazione di pascoli dove si ricerca sullo sviluppo della alimentazione animale. della medicina veterinaria, e dove si sviluppano diverse coltivazioni agricole.
- Laboratorio di anticorpi monoclonali: ricerca sulla applicazione e la produzione degli anticorpi monoclonali ad uso terapeutico e diagnostico.
- Centro di ricerca di medicina nucleare: applicazione della medicina nucleare ad uso diagnostico e terapeutico per le malattie.
- Area di ricerca delle strutture metalliche: sviluppa progetti e costruzioni di strutture come gru speciali e cisterne.
- Area di ricerca chimica: ricerca sullo sviluppo di materiali isolanti e antiacidi per i vari usi della industria chimica.
- Visita ad aree protette di gran valore ed interesse.
- Laboratorio e fabbrica di vitro-piante: si potrà constatare lo sviluppo di questo importante laboratorio.
- Conferenze, incontri su vari temi di scienza, tecnologia e medio ambiente.


INDUSTRIA

Nella provincia esistono importanti industrie come:
- Complessi agroindustriali: Amancio Rodriguez
Colombia
Perù
Argelia Libre
Majibacoa
Antonia Guiteras
Jesus Menendez
Durante la visita si può apprezzare il processo do produzione dello zucchero e parlare con gli operai industriali e con i contadini nelle UBPC, CAP e CCSS.
- Derivati della canna da zucchero:
La provincia di Las Tunas è la Capitale dei derivati della canna da zucchero per il numero di installazioni, 44, che si dedicano a questo processo. Le fabbriche più importanti sono:
- Produzione di Torula;
- due fabbriche di rum;
- due distillerie;
- produzione di bio-fertilizzanti;
- produzione di miele di urea;
- tre impianti per la produzione di cera cruda e raffinata;
- produzione di Zacharina;
- due fabbriche di tableros (una delle quali è la più grande dell'America Latina).
Esistono banche dei semi in tutti i complessi agro-industriali e centri di produzione di strumenti biologici molto interessanti.
- Industria del vetro: si può visitare la fabbrica di vasi di vetro "Antonio Maceo".
- Industria dell'acciaio:la fabbrica di struttura metallica produce le strutture del paese così come le gru-ponti.
- Industria di acciaio speciale ACINOX:la visita è di notevole interesse.
- Industria del sale: nel nord della provincia la produzione del sale può destare notevole interesse.
- Industria della ceramica: esistono due grandi industrie, una di ceramica bianca che produce ceramica decorativa e d'uso comune e un'altra che produce combinati di ceramica ad uso tecnico.
Inoltre nei municipi esistono altre fabbriche rispondenti alla varie necessità.
- Industria di materiali da costruzione: produce prefabbricati, mattoni di terracotta, blocchi di cemento armato.
- Complesso agroindustriale Makenaff: produce fibre pronte per la filatura. È uno dei due complessi esistenti del paese.
- Istituto di pianificazione fisica e di materiali idraulici.


AGRICOLTURA

Nella provincia esistono 17 imprese specializzate nell'agricoltura nella forma seguente:
- 5 di varie coltivazioni;
- 10 del bestiame;
- 1 di suini;
- 1 avicola.

- Si produce: tuberi, radici, ortaggi, riso, mais, fagioli, banane, agrumi, frutta, carne bovina, ovina, caprina, suina, avicola, latte e uova.
- Questa agricoltura è strutturata in UBPC, CPA, CCS e contadini individuali. La cultura contadina ha radicate tradizioni che arricchiscono il nostro folklore e che contribuiranno ad incontri attrattivi.
- Esistono anche colture idroponiche, organoponiche e laboratori di piante in vitro.
- Non dimentichiamo che la provincia di Las Tunas è la culla del piano di riforestazione conosciuto come Piano Manatì; come curiosità possiamo dire che la nostra è l'unica zona del paese in cui esiste la guana, albero endemico che non esiste in altre province. Colombo stesso afferma che nel suo secondo viaggio riparò le vele con fili prodotti da queste fibre.


LA NOSTRA DEMOCRAZIA

Tra le possibilità che riteniamo più interessanti vi è la conoscenza della nostra democrazia, di come resistiamo, di come cerchiamo di vincere. Per una spiegazione sintetica di come avviene la candidatura dei delegati e dei candidati a delegati di circoscrizione è necessario sottolineare anzitutto che il partito non partecipa al processo di candidature e inoltre che quei compagni che risultano eletti, indipendentemente dal gran cumulo di lavoro, non lo saranno per professione, ma solo per le loro capacità di affrontare le difficoltà in una situazione di mancanza di mezzi.
Si può abbondare in tutto ciò che aiuta a comprendere che cos'è un delegato.
- Visita a una circoscrizione con un delegato che mostrerà come la forma di governo comincia nella base; in seguito verrà spiegato che cos'è un Consiglio Popolare e come i delegati formano l'Assemblea municipale e provinciale.
- Incontri con deputati all'Assemblea Nazionale, che parleranno della loro elezione e partecipazione alle attività sociali, politiche ed economiche della popolazione.
- Visita a una zona di difesa: si potrà apprezzare la partecipazione del popolo alla difesa.
- Visita a un Tunnel: nella provincia esistono importanti tunnel costruiti per la popolazione con caratteristiche speciali.
- Visita al carcere femminile: costituisce una sorpresa verificare che il nostro sistema penale garantisce un alto livello di dignità per i reclusi.


LA STORIA

- San Miguel del Rompe: si effettuò la prima riunione per iniziare la lotta d'indipendenza di Cuba, 4/8/1868, Las Tunas.
- Finca Hormiguero: primo accampamento mambi a Las Tunas. 11/10/1868.
- Plaza de Arenas: oggi parco Vicente Garcia, scenario di grandi combattimenti durante il secolo XIX.
- Plaza Martiana.
- Centro storico di Las Tunas.
- El Cornito: luogo dove visse il "Cucalambè", di interesse storico e paesaggistico.
- Finca Ventorillo: luogo dove si ribellarono gli abitanti di Las Tunas il 24 febbraio 1895.
- Las Arenas: dove cadde in combattimento l'eroina Mercedes Varona il 1 gennaio 1870.
- San Joaquin: comandancia del IV Fronte Orientale. Majibacoa.
- Ojo de Agua de los Melones: accampamento di Carlos Manuel de Cespedes dove ancora si conservano le rovine della casa. Jobabo.
- Lavado: combattimento di Maceo l'8 novembre 1895. Jobabo.
- Palo Seco: combattimento di Maximo Gomez il 2 dicembre 1873. Jobabo.
- La Federal: combattimento del Che durante l'invasione del 9 settembre 1958 a Colombia.
- Borbollon: accampamento di Maximo Gomez.
- Manatì Viejo: sito archeologico coloniale. Manatì.
- Villaggio di Manatì in architettura nordamericana. Manatì.
- Forte de la Loma: a Puerto Padre, secolo XIX, monumento nazionale.
- Cayo Puerco: sito feudale aborigeno. Puerto padre.
- Chaparra: centro storico di tipologia nordamericana.
- Cerro Caisimù: luogo di interesse paesaggistico. Manatì.
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MessaggioInviato: Mer 28 Feb 2007 - 23:46     Oggetto: El escudo de la ciudad Rispondi citando

quemada antes que esclava



Todas las ciudades del mundo cuentan con su escudo. Es el símbolo heráldico que las identifica, y en él suelen incluirse – simbólicamente – muchos de los hechos que les han dado relieve ante sus hijos y ante el resto de las naciones del planeta.

La ciudad de Las Tunas, por supuesto, cuenta con el suyo propio. Es una pintura al óleo sobre tela, polícroma y enmarcada en madera y metal repujado. – Su diseño fue obra de Mery Cruz Medina, quien, en 1937, ganó con él un concurso convocado al efecto por la municipalidad. Desde el 9 de enero de 1939 es el escudo oficial de la capital de esta provincia cubana.

Nuestro escudo citadino consta de cuatro cuarteles o departamentos:

En la parte superior izquierda aparece una abeja, la cual simboliza la laboriosidad que ha caracterizado siempre al pueblo tunero. Esta área es de color azul, como nuestro mar, nuestro cielo y tres franjas de nuestra bandera nacional.

En la parte superior derecha figura la imagen de una llave, que representa la posición geográfica que ocupa Las Tunas, entre el legendario Camagüey y el indómito Oriente. El cuartel tiene fondo rojo, como el triángulo de la enseña patria y en recordación a la sangre derramada por los mejores hijos de esta tierra.

La parte inferior izquierda recoge la estampa de una ceiba, el árbol pródigo que cobijó a nuestros mambises y alrededor del cual se fundó la ciudad. Está insertada dentro de un contexto verde, tan común en nuestra campiña.

En la parte inferior derecha aparecen las ruinas del cuartel de las 28 columnas, antiguo bastión militar del colonialismo español en la ciudad, y simboliza la derrota de las huestes ibéricas en la zona. También aparece la imagen de una mujer, cuya participación en nuestras luchas independentistas es altamente reconocida por la historiografía. Además, una hoguera, símbolo de las veces que fue quemada la ciudad en holocausto a la libertad. Obviamente, la tuna refleja por qué se llama así esta comarca del oriente cubano.

Al pie del escudo aparece una leyenda, que es un fragmento de la frase pronunciada por el Mayor General tunero Vicente García el 26 de septiembre de 1876, cuando, al incendiar la ciudad, dijo: "Tunas, con dolor en mi alma te prendo candela, pero prefiero verte quemada antes que esclava." De ahí la divisa del escudo: quemada antes que esclava
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MessaggioInviato: Dom 15 Apr 2007 - 1:27     Oggetto: Jesús Suárez Gayol Rispondi citando

El tunero que cayó con el Che





Abril l2 de l967. "A las 6:30 reuní a todos los combatientes menos los 4 de la resaca para hacer una pequeña recordación del Rubio y significar que la primera sangre derramada fue cubana." (Diario del Che en Bolivia)

Las Tunas se vanagloria de haber acunado la niñez de Jesús Suárez Gayol, El Rubio de la guerrilla del Che en la selva boliviana. Hijo de emigrantes asturianos, nació en el municipio de Manatí, el 24 de mayo de l936. Un biógrafo suyo ofrece este retrato de la niñez de Suárez Gayol:

"Rubio, inquieto, gusta de jugar a la guerra y a la pelota, y gusta de irse de pesquerías para traerle truchas a la madre. Es de carácter explosivo, pero no para peleas inútiles. Solo salta indignado cuando ve que se comete una injusticia. Apenas aprende a leer descubre a José Martí, de cuyas enseñanzas será siempre fiel. Desde entonces, cuando oye que se interpreta el himno de Cuba, hacer poner de pie a sus padres venidos de España."

Cuando comienza a cursar el quinto grado, sus padres lo envían a estudiar como interno en una de las escuelas que los Escolapios tenían en Camagüey. En ese período fallece su padre, por lo que su progenitora decide acompañar al hijo querido a la tierra de los tinajones con el ánimo de suplir la ausencia paterna. "Tú eres mi Mariana Grajales gallega", solía decirle el joven a aquella extraordinaria mujer que fue su madre, Aurora Gayol.

En Camagüey devino enseguida líder estudiantil. Allí organiza mítines, pronuncia discursos, denuncia a la dictadura... Más de una vez lo apalean en los calabozos del régimen, de los que sale todavía más resuelto a combatir.

En l955 funda el movimiento M-26-7 en Camagüey. El asalto al cuartel Moncada lo habían marcado profundamente, y ve en Fidel y en la lucha armada el camino para conseguir la independencia verdadera. Matricula Arquitectura en La Habana, y desde la histórica colina prosigue su lucha contra el tirano. Recibe allí su bautismo de fuego: un balazo a sedal.

En marzo de l957 ya es un combatiente clandestino en la capital. Cae preso. Después de múltiples gestiones, Aurora consigue arrebatárselo a los esbirros y lo embarca para los Estados Unidos. De allí Jesús va a México y regresa a Cuba en abril de l958 como miembro de la expedición de El Corojo.

Por orden del movimiento 26 de Julio pasa a organizar acciones combativas en la occidental provincia de Pinar del Río. Incendia una emisora y sufre quemaduras en los pies. Los sicarios lo buscan. Usa varios seudónimos: Furia, Dionisio, Félix, Armando... Hasta que lo trasladan a Las Villas, junto al Che, quien poco después lo asciende a capitán.

Ya con el triunfo de la Revolución, enfrenta otras tareas. Dice de esta etapa su biógrafo: "Sabe el capitán Suárez Gayol que América es una porque de niño no pedía juguetes, sino libros de Martí. Es internacionalista porque su maestro lo fue y su jefe lo es. Toda su vida la ha dedicado a la lucha revolucionaria. Por ello, cuando ocupa el cargo de viceministro del azúcar, renuncia para ir a pelear contra el imperialismo yanqui. Por sus altos méritos es seleccionado por el Che. Y parte. Y cae en Bolivia el l0 de abril de l967.

En nuestra provincia, numerosas escuelas y centros de trabajo llevan su nombre.
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cocoloco



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MessaggioInviato: Lun 10 Set 2007 - 14:28     Oggetto: Rispondi citando

Hubo que serruchar el parque



Allá por las postrimerías de los años 20 y principios de los 30 del siglo pasado, en pleno apogeo de la dictadura machadista, se construyó en nuestro país la Carretera Central. Como todos los cubanos sabemos, sus sendas recorren buena parte de la geografía insular. Arranca en el kilómetro cero, marcado por el famoso diamante del Capitolio Nacional, y termina en el kilómetro mil 139, en Santiago de Cuba. Se trata de una importante obra ingeniera cuya construcción duró casi cuatro años. Buena parte de los fondos millonarios a ella asignados pasó a incrementar las cuentas bancarias de más de un truhán de la época.

El proyecto de su paso por esta ciudad bicentenaria –acertadamente llamada Balcón del Oriente Cubano- resultó muy controvertido y generó una historia sumamente curiosa, interesante y apenas difundida. Casi me atrevo a asegurar que infinidad de tuneros jamás oyeron hablar de su desenlace, digno del mismísimo rey Salomón.

Sus protagonistas principales fueron las fuerzas vivas tuneras de la época, los ingenieros de la obra y nuestro entrañable parque Vicente García. Aunque generalizar es casi siempre equivocarse, es muy posible que en todo el archipiélago cubano no se haya dado jamás una situación semejante en los predios de la piedra y el asfalto.

El caso fue que cuando las obras de la Carretera Central comenzaron a aproximarse a la entonces llamada Victoria de Las Tunas –tanto que la mandarria se apresuraba en demoler las paredes del otrora cuartel de las 28 columnas para convertirlas en relleno para la vía- surgió entre la población la pregunta siguiente: "¿y por cuál sector de la ciudad la haremos pasar?" Las respuestas fueron heterogéneas y el tema devino comidilla privada y pública.

Algunos sugirieron trazarla a imagen y semejanza de las circunvalaciones convencionales, es decir, por la periferia del centro urbano, específicamente por la parte trasera del cementerio. Otras recomendaron alejarla hasta el perímetro rural y evitar así la molesta algarabía producida por los vehículos automotores. La gran mayoría, sin embargo, exigió con argumentos que atravesara por el mismo corazón de la villa, lo cual –según su criterio- contribuiría a aportarle ínfulas más cosmopolitas a su apacible contexto provinciano.

Como los apologistas de esta última fórmula –entre ellos influyentes políticos de la época- consiguieron llevarse el gato al agua, las autoridades municipales dieron luz verde a la propuesta. Pero -¡ay!-, tan pronto comenzaron a hacerse los ajustes en los planos, los técnicos se dieron de narices con un obstáculo: el parque Vicente García bloqueaba parcialmente el curso de la asfáltica senda. Un ingeniero adscrito a la compañía constructora ofreció argumentos sobre tal inconveniente a la prensa local de la época: "Para que la carretera pueda pasar por el centro de la ciudad, es necesario que describa una curva frente a la sede de la Colonia Española (hoy Biblioteca Provincial José Martí, N del A), y eso no resulta posible dada la configuración cuadrada del parque."

El contratiempo tuvo el efecto de un cubo de agua fría lanzado sobre las expectativas públicas. Además, generó una intensa porfía a todos los niveles. Algo así como lo que hoy se suele llamar "una tormenta de ideas". Por una parte, los ingenieros de la obra se negaron a diseñar nuevos proyectos. Y por otro, las fuerzas vivas de la villa no cedieron en su propósito de que la vía cruzara por la médula citadina. "¡Hay que hacer algo!", se oía por doquier.

Entonces a un anónimo tunero se le energizó el "bombillito" propio de las circunstancias y lanzó al ruedo la atrevida, original y salomónica propuesta en el típico lenguaje de los cubanos de pura cepa: "Caballeros, ¿y por qué no le serruchamos una esquina al parque? ¿No es una curvita lo que quieren? ¡Pues vamos a serrucharlo hasta hacerle la joroba!"

Una salva de aplausos cargó en hombros a la iniciativa. ¡Hasta los propios expertos reconocieron su factibilidad! Y, como del dicho al hecho no va más que un trecho, los ejecutores pusieron manos a la obra para abrirle al parque un surco a la altura de uno de sus ángulos. El problema de la curva quedó definitivamente zanjado en la doble acepción del término. Desde entonces, una porción aparece aislada allí, frente a la Biblioteca Provincial, justamente donde se levanta un busto de nuestro Héroe Nacional.

Las dos piezas se pueden apreciar con un solo golpe de vista: la grande, donde se encuentran los bancos y el conjunto escultórico al León de Santa Rita; y la pequeña, donde los tuneros acostumbran depositar flores al más universal de todos los cubanos. Entre ambas, sinuosa y concurrida, se desplaza la Carretera Central. Ella, tal y como querían los tuneros de la época, atraviesa la ciudad por su mismo corazón.
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MessaggioInviato: Gio 10 Apr 2008 - 18:12     Oggetto: Rispondi citando

El escudo de la ciudad



Por Juan Morales Agüero
Todas las ciudades del mundo cuentan con su escudo. Es el símbolo heráldico que las identifica, y en él suelen incluirse – simbólicamente – muchos de los hechos que les han dado relieve ante sus hijos y ante el resto de las naciones del planeta.

La ciudad de Las Tunas, por supuesto, cuenta con el suyo propio. Es una pintura al óleo sobre tela, polícroma y enmarcada en madera y metal repujado. – Su diseño fue obra de Mery Cruz Medina, quien, en 1937, ganó con él un concurso convocado al efecto por la municipalidad. Desde el 9 de enero de 1939 es el escudo oficial de la capital de esta provincia cubana.

Nuestro escudo citadino consta de cuatro cuarteles o departamentos:

En la parte superior izquierda aparece una abeja, la cual simboliza la laboriosidad que ha caracterizado siempre al pueblo tunero. Esta área es de color azul, como nuestro mar, nuestro cielo y tres franjas de nuestra bandera nacional.

En la parte superior derecha figura la imagen de una llave, que representa la posición geográfica que ocupa Las Tunas, entre el legendario Camagüey y el indómito Oriente. El cuartel tiene fondo rojo, como el triángulo de la enseña patria y en recordación a la sangre derramada por los mejores hijos de esta tierra.

La parte inferior izquierda recoge la estampa de una ceiba, el árbol pródigo que cobijó a nuestros mambises y alrededor del cual se fundó la ciudad. Está insertada dentro de un contexto verde, tan común en nuestra campiña.

En la parte inferior derecha aparecen las ruinas del cuartel de las 28 columnas, antiguo bastión militar del colonialismo español en la ciudad, y simboliza la derrota de las huestes ibéricas en la zona. También aparece la imagen de una mujer, cuya participación en nuestras luchas independentistas es altamente reconocida por la historiografía. Además, una hoguera, símbolo de las veces que fue quemada la ciudad en holocausto a la libertad. Obviamente, la tuna refleja por qué se llama así esta comarca del oriente cubano.

Al pie del escudo aparece una leyenda, que es un fragmento de la frase pronunciada por el Mayor General tunero Vicente García el 26 de septiembre de 1876, cuando, al incendiar la ciudad, dijo: "Tunas, con dolor en mi alma te prendo candela, pero prefiero verte quemada antes que esclava." De ahí la divisa del escudo: quemada antes que esclava
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MessaggioInviato: Mar 14 Ott 2014 - 13:05     Oggetto: Rispondi citando

El día que Las Tunas entró a la Guerra

Escrito por Yanet Lago Lemus


De pequeñas, pero firmes hazañas estuvo forjado el camino de aquellos hombres que soñaron con liberarnos del colonialismo español. La ciudad Fénix guarda entre los escasos balaustres de una arquitectura dañada en favor de la convicción, una innegable tradición heroica.
Una gesta tan marcada en los calendarios cubanos como la Guerra de los Diez años, tuvo a bien en sus episodios la acción de los tuneros. El 13 de octubre de 1868, el General Vicente García al mando de patriotas del territorio cumplen el segundo asalto a la ciudad de Las Tunas; comienza la Guerra en la comarca. De aquella mañana gloriosa han transcurrido 146 años.
En la finca El Mijial, cercana a Las Tunas, ya había quedado acordado el 4 de octubre que el alzamiento se consumaría 10 días después.
Pero Carlos Manuel de Céspedes, apremiado en una cacería enemiga que amenazaba con estrechar el cerco de la ventaja revolucionaria, se pronunció con energía de golpe seco y declaró la guerra a España, un 10 de octubre no planeado desde aquella esquina geográfica en La Demajagua.
Vicente García, principal jefe de las fuerzas revolucionarias de la jurisdicción de Las Tunas, supo del hecho el día 11 en una reunión del Ayuntamiento del cual era miembro de honor. No se hicieron esperar sus órdenes y apenas 24 horas bastaron para alistar el apoyo al levantamiento del Padre de la Patria.
En su memoria aquel primer intento de enfrentar a los opresores en julio de 1851. Al frente, el camagüeyano Joaquín de Agüero, sus hombres, hijos humildes de esta tierra oriental. Aunque la inexperiencia melló la iniciativa, la acción quedó grabada en la intranquilidad juvenil del joven de 18 años que era entonces el general tunero.
La oportunidad se presentaba ahora con prontitud desconcertante, pero precisa. Años antes se había conducido Vicente con total rebeldía por la línea del trabajo independentista, una admirable trayectoria que le encontraría en ese 1868 siendo uno de los principales jefes del oriente y Camagüey.
El amanecer del día 13 de octubre les sorprendió poniendo a prueba una vez más el valor indiscutible. Los tuneros asaltaron a su ciudad y la ocuparon casi totalmente, con la excepción de la iglesia junto a la Plaza de Armas (actual parque Vicente García) donde estaban atrincheradas las fuerzas colonialistas.
El portón de la iglesia quedó ileso esta vez, no eran suficientes los explosivos, pero la marcha triunfal de los patriotas por las callejuelas de la villa gratificaba a la historia que estaban creando.
Más tarde, desde el potrero de El Hormiguero y a la vista de los españoles, ondearía libre la bandera cubana.
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