Cubafacile -  Il Forum di Cuba e della sua gente
Facebook
Twitter
Gplus
RSS

IL LUOGO DOVE SI PARLA DI CUBA E LA SUA GENTE
 

chi è Miguel Diaz-Canel



 
Nuovo argomento   Rispondi    Cubafacile - Il Forum di Cuba e della sua gente -> Tematiche generali
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Mar 13 Mar 2018 - 11:14     Oggetto: chi è Miguel Diaz-Canel Rispondi citando

Miguel Diaz-Canel, il primo leader cubano nato dopo la Rivoluzione



Miguel Diaz-Canel sarà presumibilmente il primo dirigente cubano ad incarnare il dopo Castro, sempre che la scelta del”uscente Raul Castro venga confermata nel prossimo aprile dalla nuova Assemblea Nazionale. Non sembrerebbero esserci peraltro molti motivi per dubitare che sarà lui il presidente: il 57enne Diaz-Canel è inserito da trent’anni nella macchina del Partito, di cui ha scalato progressivamente i vertici: a suo svantaggio vi è solo la sua relativa gioventù, dal momento che l’essere il primo leader cubano nato dopo la rivoluzione del 1959 lo rende anche il primo a non aver combattuto per essa, particolare che potrebbe non giovargli con alcuni dei suoi generali appartenenti alla “vecchia guardia”. Di fatto, sottolineano gli analisti, Diaz-Canel rompe con la tradizione dell'”uomo forte” alla guida della rivoluzione: non detiene un potere maggiore di quel che gli è stato dato, e rappresenta quindi un profilo più debole rispetto a quello dei suoi predecessori; tuttavia potrà comunque contare sulla presenza dietro le quinte di Raul Castro, che continuerà ad esser Segretario e le cui linee guida per le riforme sono state approvate collegialmente dal partito l’anno scorso. Quanto alle sue convinzioni, si è espresso a favore di una maggiore apertura verso l’uso di internet e di una stampa più critica, ma si è anche schierato dalla parte dell’ortodossia comunista contro i dissidenti, senza risparmiare critiche agli Stati Uniti; di norma tuttavia ha evitato interviste e controversie. Sposato due volte e padre di due figli, ammiratore confesso dei Beatles e ingegnere elettronico, prima di entrare nel partito ha insegnato all’università; nel 1994 venne nominato segretario provinciale e impressionò i suoi amministrati arrivando al lavoro in bicicletta – un’immagine di semplicità poco comune nella nomenklatura. Nel 2003 fece il suo ingresso nell’Ufficio Politico, passo essenziale per qualsisia aspirante al potere e sei anni dopo Raul Castro lo nominò Ministro dell’Istruzione; nel marzo del 2012 ottenne una delle vicepresidenze del Consiglio dei Ministri e l’anno successivo venne nominato al Consiglio di Stato.
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM


L'ultima modifica di cocoloco il Mar 13 Mar 2018 - 11:19 , modificato 1 volta
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Mar 13 Mar 2018 - 11:17     Oggetto: Rispondi citando

Chi è Miguel Díaz-Canel il volto «lindo» della nuova Cuba

È il primo cubano a non aver combattuto per la Rivoluzione a diventare vicepresidente del Consiglio di Stato. Ha aperto al rock, spinge i giovani a navigare in Rete, ha compiuto coraggiose aperture sociali. E sono in molti a dire che sarà lui l’erede dei Castro. Sarà davvero così? Un indizio verrà dalla visita a L’Avana di Barack Obama


A Cuba lo chiamano «El Lindo» e il Miami Herald lo paragona addirittura a Richard Gere. Belloccio lo è senz’altro, il primo vice-presidente del Consiglio di Stato, Miguel Díaz-Canel, folta chioma bianca e sorriso da gran seduttore. Ma per aver conquistato il presidente Raúl Castro, 84 anni, diventando suo sostituto ufficiale «in caso di malattia, viaggio o altro impedimento», e forse davvero il suo futuro erede, questo aitante cinquantaseienne deve per forza essere anche piuttosto scaltro. Era un tecnocrate di provincia poco conosciuto all’Avana quando Raúl lo promosse al Buró Político del Partito comunista e poi lo chiamò a fare il ministro dell’Educazione. La grossa sorpresa, però, è arrivata nel 2013, quando lo ha nominato suo vice, annunciando che avrebbe lasciato la presidenza il 24 febbraio 2018: «Questo sarà il mio ultimo mandato». Operazione d’immagine, come sostengono i dissidenti, o reale investitura? La visita di Barack Obama, forse, darà una chiave di lettura in più. Gli osservatori della nomenklatura cubana sono ansiosi di scoprire chi accompagnerà il presidente statunitense nella sua storica visita per le vie dell’Avana, chi sarà al fianco di Raúl durante gli incontri, chi insomma avrà l’onore di «esserci». Se la chioma bianca comparirà spesso, potrebbe essere il segnale che la sua nomina, tre anni fa, era davvero il preludio a un passaggio generazionale di potere.

Rock, bicicletta e cultura «antidogmatica»
Nato il 20 aprile del 1960 nella provincia di Villa Clara, un anno dopo il trionfo della Rivoluzione, l’ingegnere elettronico Miguel Díaz-Canel è il primo cubano che non ha combattuto sulla Sierra e non veste divise militari — ha fatto solo la leva obbligatoria di tre anni, nelle unità missilistiche anti-aeree — a ricoprire un così alto incarico nel Consiglio di Stato, il massimo organo esecutivo dell’isola. Un burocrate che ha conquistato gradino dopo gradino la scala del potere facendosi le ossa nelle strutture provinciali del Pc, accompagnato dalla fama di «buon ascoltatore» e «uomo semplice». Molto amato fra i giovani (sotto, mentre visita una scuola), soprattutto per i festival rock che organizzava a Villa Clara in un’epoca in cui il regime mal digeriva la «musica imperialista» (ora invece spalanca le porte ai Rolling Stones che mercoledì terranno un concerto gratuito all’Avana, e il vicepresidente probabilmente ci sarà), Díaz-Canel ha sedotto anche i più anziani, nel durissimo «periodo speciale», rinunciando all’auto per la bicicletta, come un cubano qualunque. Piace, soprattutto, a chi vede in lui il segno di un cambiamento culturale e ricorda, ad esempio, che fu uno dei più grandi sostenitori di «El Mejunje» a Santa Clara, un centro culturale «antidogmatico» frequentato anche dagli omosessuali, ai tempi considerati quasi dei fuorilegge a Cuba.


La spinta al coraggio (e il basso profilo)
Il delfino di Raúl non è il primo della sua generazione a finire nella lista dei possibili «eredi» dei fratelli Castro. Prima di lui, quando ancora comandava Fidel, c’erano stati i ministri Carlos Lage, Roberto Robaina e Felipe Pérez Lopez. Giovani e intraprendenti, anzi troppo intraprendenti secondo il líder máximo che li aveva fatti fuori senza rimpianti accusandoli di essersi lasciati «tentare dal miele del potere». Miguel Díaz-Canel «el lindo» ha compreso la lezione dei suoi predecessori. Piace alle donne — i bene informati parlano di molte conquiste, tra la separazione dalla prima moglie Martha, con cui ha avuto due figli, e l’incontro con l’attuale, la professoressa Lis Cuesta — e piace ai ragazzi per il suo modo di vestire informale, jeans e camicia bianca, con un tablet spesso sottobraccio. Ha spronato i cubani «a lanciarsi nella rete e a fare un giornalismo diverso» ed è molto attivo su Facebook, in un Paese dove riuscire ad avere una connessione che funziona è impresa titanica ma che pur conta una delle popolazioni più giovani e affamate di internet al mondo. L’«erede in pectore», però, è stato molto attento a mantenere un basso profilo in politica e a non mettere mai in ombra Raúl e la gerarchia ottuagenaria al potere dai tempi della Revolución. In cambio, il suo viso è stato visto sempre più spesso nelle occasioni pubbliche, anche all’estero.


«La rivoluzione è creatività»
Appena una settimana fa era in Venezuela per «onorare l’eredità rivoluzionaria» di Hugo Chávez a tre anni dalla morte e venerdì, alla vigilia dell’arrivo di Obama, ha ricevuto in pompa magna il successore di Chávez, Maduro, in visita all’Avana (sotto, foto Reuters). La retorica è la stessa dei fratelli Castro: «Noi rivoluzionari non siamo mai soli», ha detto Díaz-Canel a Caracas. Ma poi ha parlato della nuova «sfida» cubana: la normalizzazione delle relazioni con gli Stati Uniti. «Una sfida che passa necessariamente per la fine dell’embargo e la restituzione del territorio illegalmente occupato dalla base statunitense di Guantanamo — ha detto —. Ma è una sfida ancora maggiore essere arrivati fino a questo punto. Perché se la rivoluzione è cambiamento nella vita degli esseri umani, la rivoluzione deve essere anche movimento, resistenza, ribellione, rischi e volontà di affrontarli con poche risorse e molta creatività».


Appuntamento ad aprile
L’ultima parola, però, non è ancora scritta. Per consolidare il suo potere, Miguel Díaz-Canel dovrà corteggiare le potentissime forze armate che detengono le chiavi del potere politico ed economico sull’isola (quattro dei sei vicepresidenti del Consiglio dei Ministri sono militari). Comunque Cuba rimane sotto il ferreo controllo del Partito comunista e Raúl Castro, annunciando l’addio alla presidenza nel 2018, non ha però detto di voler rinunciare al ruolo di primo segretario del Pc e di comandante in capo delle Forze armate. I dubbi forse si scioglieranno a metà aprile quando il Partito comunista celebrerà il suo VII Congresso. Il modello di Raúl potrebbe essere il «pensionato» Deng Xiaoping che continuò a dirigere da dietro le quinte la Cina fino alla morte, a 93 anni. Senza dimenticare che nelle fila dell’esercito si sta facendo strada un colonnello che ha un cognome importante, Alejandro Castro Espín. La dinastia potrebbe anche tentare l’ennesimo colpo di scena.


http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/03/21/chi-miguel-diaz-canel-volto-lindo-nuova-cuba-038a6aae-eed3-11e5-a851-4eb96ea5fe45.shtml?refresh_ce-cp
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Cubafacile - Il Forum di Cuba e della sua gente -> Tematiche generali Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi