Cubafacile -  Il Forum di Cuba e della sua gente
Facebook
Twitter
Gplus
RSS

IL LUOGO DOVE SI PARLA DI CUBA E LA SUA GENTE
 

La verità sulla mancata intervista di Oriana Fallaci a Fidel Castro



 
Nuovo argomento   Rispondi    Cubafacile - Il Forum di Cuba e della sua gente -> Tematiche generali
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Ven 9 Giu 2017 - 8:27     Oggetto: La verità sulla mancata intervista di Oriana Fallaci a Fidel Castro Rispondi citando

Citazione:
E per questa ragione, io non la assolverò

Oriana Fallaci non riesce a realizzare l’intervista promessa e già fissata con Fidel Castro, forse per intervento dei sovietici, forse per timore che sia troppo diretta (nella cartelletta del materiale che ha preparato per l’intervista ci sono domande come «È vero che non potete sopportare gli americani?», «Perché fate morire i vostri soldati in tante guerre all’estero?», «Lei è stato perseguitato e ora perseguita? »). La scusa del regime è il comportamento «contro la rivoluzione» che la giornalista avrebbe tenuto durante e dopo il suo viaggio a Cuba. Oriana Fallaci risponde con sdegno alle accuse.



New York, 1° ottobre 1983

Signor Presidente,
mercoledì 28 settembre il Suo Ambasciatore all’Unesco, dottor Alfredo Guevara – da Lei inviato appositamente da Parigi a New York per recapitarmi il Suo messaggio – mi ha comunicato che l’intervista fissata per il mese di novembre era stata cancellata. Il motivo di questa decisione ha dell’incredibile: «Di’ a Oriana che ho ricevuto da una fonte di comprovata fedeltà l’informazione che, non appena lontana da Cuba, si è espressa in maniera irriverente nei miei confronti e che ha rilasciato dichiarazioni che denotano pregiudizi sulla rivoluzione e sul socialismo». «All’Avana cinque testimoni» ha aggiunto Guevara «potranno confermare che lo stesso “delitto” è stato commesso anche su territorio nazionale.»
Questo messaggio è un insulto alla mia intelligenza e alla mia dignità. Il Suo gesto è un tradimento, nonché una mancanza di rispetto alla mia persona che non Le ha mai mancato di riguardo e a cui Lei invece deve – e non solo per questo motivo – molto rispetto.
Tuttavia, poiché sono una signora educata, cercherò di controllare lo sdegno che mi assale. E le risponderò.
1) Non conosco, e non mi interessa nemmeno, il livello intellettuale e culturale degli informatori di «comprovata fedeltà» che mi avrebbero rivolto tali ridicole accuse dentro e fuori il territorio cubano. Oltre ad Alfredo Guevara, a Gabriel García Márquez e al loro gruppo di amici – persone intelligenti che mai mi avrebbero attribuito un comportamento tanto stupido – a Cuba ho avuto contatti solo con l’Ambasciatore italiano e con coloro che si sono fatti carico delle mie necessità negli ultimi giorni. Inoltre, in aeroporto mi è stato affiancato un giornalista argentino con il compito di assistermi in ogni evenienza.
2) L’Ambasciatore italiano è un idiota che non sa quel che dice, come la sua terribile moglie e i suoi inetti collaboratori. Coloro che si sono occupati di me in quegli ultimi giorni erano estremamente disponibili e sorridenti, ma – mi dispiace per Lei – non mi sono sembrati capaci né di fornire un resoconto su Oriana Fallaci, né di comprendere le sue idee e tanto meno di capire la sua lingua. Per esempio, dicevano di conoscere l’italiano e l’inglese, ma mi rendevo perfettamente conto che comprendevano molto poco di quel che dicevo e che perdevano frequentemente il filo di quel poco che coglievano… Inoltre, per quanto riguarda il giornalista argentino, il suo italiano non era certo migliore. E come se questo non bastasse, dissimulava malamente una fastidiosa irritazione che provava nei miei confronti per ciò che avevo dichiarato a Buenos Aires sui giornalisti del suo Paese. Mi sono ben guardata dal fornirgli alcuna opportunità che potesse essere utilizzata per costruire un’inutile e mal congegnata calunnia contro di me.
Non sono nata ieri. Sapevo bene che la simpatica scorta che mi accompagnava sia in città sia in aeroporto, Le avrebbe riportato qualunque mio gesto, dal nome del profumo che uso al numero di sigarette fumate. Anche se non avessi stabilito con Lei l’intesa che credevo di aver stretto, non sarei stata così imbecille da commettere un errore tanto grottesco e infantile come quello che Lei mi attribuisce.
3) Una volta fuori da Cuba, ho mantenuto il silenzio sulla Sua persona e il segreto sul nostro progetto, tanto che nemmeno i più sofisticati microfoni della Cia uniti a quelli del Kgb avrebbero potuto cogliere la mia voce. Ho rotto il silenzio solo con tre persone: a) William Broyles Jr., direttore di «Newsweek», che sarebbe stato il primo a pubblicare la mia intervista con Lei e che rimase quasi sbigottito dall’ascoltare l’entusiasmo con cui io descrissi il nostro futuro incontro; b) il nostro ministro degli Affari Esteri, Giulio Andreotti, che mi aveva aiutato a rinnovare la richiesta di intervistarla; c) mio padre che ha ottant’anni e che vive sulle colline toscane insieme ai suoi cani, i suoi gatti, le sue galline e le sue api. Escludo che William Broyles, Giulio Andreotti, mio padre, i suoi cani, gatti, galline e api possano aver riferito ciò che i suoi informatori di «comprovata fedeltà» Le hanno riportato.
In riferimento agli «irriverenti giudizi e pregiudizi» di cui vengo accusata, questo è tutto. E non accetto di essere messa sotto processo per dei pettegolezzi da cortile. Anzi, non accetto di essere messa sotto processo da niente e da nessuno.
4) Non sono socialista. Lo sono stata. Se Lei avesse davvero letto i miei articoli e il mio ultimo libro, conoscerebbe la mia diffidenza nei confronti dei dogmi salvifici, nonché la mia sfiduciata conclusione che nemmeno il socialismo è in grado di cambiare gli uomini. (E questo, sì, è un tema su cui mi sarebbe piaciuto discutere con Lei, invece di chiederle – come ha fatto la televisione americana – «Chi dorme nel suo letto».)
Però nessuno mi aveva mai detto che per intervistare Fidel Castro era necessario essere socialista e credere che i Paesi socialisti siano il Paradiso terrestre. I giornalisti nordamericani che Lei riceve senza tempi di attesa di sette anni, senza offenderli con accuse mal congegnate, che non sono che pretesti ben calcolati, senza protestare quando riducono quattro ore di intervista a una paginetta di arbitrarie estrapolazioni o quindici minuti di superficialità televisiva, non sono socialisti. Non vengono a Cuba per dire che il socialismo è il Paradiso terrestre e che è in grado di cambiare gli uomini. Anzi, sono i peggior reazionari che io conosca.
Nessuno può dire lo stesso di me. I Suoi informatori «di comprovata fedeltà» avrebbero svolto il loro compito in maniera migliore ricordandole la storia della mia vita; l’affetto, l’ammirazione e la credibilità di cui godo e che mi circondano in ogni parte del mondo; e ciò che ho fatto e continuo a fare a favore della libertà, a costo nella mia tranquillità e della mia incolumità personale.
5) Ovviamente non credo che la ragione per cui Lei si è rimangiato la parola data sia il motivo che mi è stato comunicato da Alfredo Guevara. Se ci credessi, io per prima starei insultando la mia intelligenza. E aggiungo: può essere che sia stato tramato un complotto contro di me, però dubito che Lei sia il tipo di persona e il tipo di governante da lasciarsi manipolare dalla mala fede dei Suoi subalterni.
La verità è che Lei ha ritratto la parola data; mi ha tradita poiché si è pentito. E si è pentito perché ha avuto timore di parlare con me di Fidel Castro e degli argomenti per cui La consideravo un interlocutore ideale. (E anche io costituivo per Lei l’interlocutrice ideale.) In luogo di questo, Lei ha intravisto in quest’intervista il rischio che certi leader vedono in me: la donna scomoda, dal pensiero indipendente, la scrittrice che non è impressionata dal Potere e che lo affronta senza timore e senza timidezza per permettere al suo lavoro di entrare nella storia. Che pena! La ritenevo più audace, più agguerrito. Non c’è nulla che ammiri di più del coraggio e nutro sempre un grande rispetto verso coloro che non hanno paura di confrontarsi col mio.
6) Due rappresentanti del Potere mi hanno voltato le spalle in questi giorni: Augusto Pinochet e Fidel Castro. Pinochet ha cambiato idea accusandomi di essere una sovversiva che vagava nei dintorni di Santiago sobillando il popolo contro il regime. Non è esattamente così, ma i timori del cileno erano giustificati... Posso comprendere Pinochet. Non posso dire lo stesso per Fidel Castro. Non mi lusinga sapere che ha avuto paura di Oriana Fallaci. Al contrario, mi delude come uomo e come politico. E più come uomo che come politico. Credevo di aver conosciuto un uomo che non era solo un capo di Stato o un uomo politico. Ma adesso comprendo di aver conosciuto solo uno dei tanti capi di Stato, uno dei politici di turno. Anzi, ho conosciuto un politico che si è permesso di prendersi gioco di me. Scriverò tutto nel mio prossimo libro, spiegando il motivo per cui non appare l’intervista a Castro. E questo triste episodio sarà l’amara conclusione dei miei studi sul Potere.
Si accorgerà che mercoledì 28 settembre Lei ha commesso un grave errore: non ha solo mandato all’aria un’intervista di prima qualità e di storico rilievo. Non ha solo indignato una persona che sarebbe stato molto più saggio non offendere e non insultare. Come un masso che cade pesantemente in un salone di cristallo e che infrange tutto ciò che vi è di prezioso, Lei ha distrutto qualcosa di molto più valore.
E per questa ragione, io non la assolverò.

Oriana Fallaci




Citazione:
Fidel Castro y Oriana Fallaci: La entrevista frustrada
Por: Raúl Roa Kourí 8 junio 2017




Oriana Fallaci, la conocida periodista y escritora italiana, llamó a mi oficina en la Misión Permanente de Cuba ante las Naciones Unidas y pidió hablarme. Corría el año 1980. Quería verme personalmente, pues deseaba una entrevista con el presidente Fidel Castro. Me dijo que había estudiado detenidamente su proyección, sus acciones dentro y fuera de Cuba y que creía poder hacer algo de impacto para L’Europeo y otras publicaciones con las que colaboraba. La cité al día siguiente a la residencia, sita entonces en la Calle 81, entre las avenidas Park y Madison, como a las 18 horas.

No era nada extraño que una periodista famosa quisiera entrevistar al jefe de la revolución cubana, pero me intrigó el interés de Oriana: los trabajos publicados en su libro asaz polémico, pero bien escrito y muy agudo, Entrevistas con la historia, solían dejar mal parados a los personajes entrevistados. Pongo por caso la que hiciera al ayatollah Ruhollah Khomeini, líder de la revolución iraní, poco menos que irrespetuosa y, sin duda, provocativa.

Oriana no era muy alta, más bien delgada, eléctrica, vibrante. Una belleza más cercana a Magnani, por lo fuerte, que a la sensual Silvana Mangano. Pálida y de cabellos castaños, con algo de rosa viejo. El apretón de manos fue enérgico, decidido. La saludé en italiano, idioma que aprendí hace mucho, aunque ella se había dirigido a mí en inglés. Por cierto, con fuerte acento itálico. Traía una bolsa con varios de sus libros. “Nunca se sabe, tal vez el Embajador no tenga idea de quién es Oriana Fallaci”, me dijo sonriente.

En realidad, solo conocía el que mencioné antes y algunos artículos en revistas italianas y estadounidenses, de modo que agradecí los ejemplares de Un uomo y Carta a un niño que nunca nació, obras llenas de pasión y ternura, sobre su compañero —combatiente griego— y el hijo que no tuvo, que me permitieron conocer mejor a aquella mujer fascinante y, a veces, terrible.

Sospechando que la respuesta de La Habana, al tanto por supuesto de sus características menos amables, podía ser negativa, me adelanté a decirle que Fidel Castro no solía dar muchas entrevistas… Me interrumpió: “¡Ah, pero ha dado entrevistas a Dan Rather y Barbara Walters, que son yanquis! ¿Cómo no habría de dármela a mí, que soy italiana y simpatizo con la revolución cubana? Porque no soy comunista, cierto, pero siempre he sido anarquista, enemiga de la burguesía, de la explotación de los pequeños. Y voy a hacerle a Castro la mejor entrevista que jamás le hayan hecho. ¡Va a ser un éxito clamoroso! ¡Todo el mundo me lee, todos los dirigentes que importan! Puede asegurarle a Fidel Castro que yo haré una entrevista amistosa, no como otras que he hecho a líderes que no me gustan. Sé que por eso me temen, algunos…”.

“No se trata de eso, señora —repuse enseguida—, sino de que el Presidente tiene poco tiempo libre y una entrevista con usted implica invertir parte del que no tiene en prepararse —leer sus libros, conocer su manera, meditar sobre lo que le interesaría decirle, en fin”. Oriana volvió a la carga, reiterando sus argumentos e insistiendo en que podíamos estar seguros de que actuaría con entera limpieza, de que nada contra Cuba o Fidel saldría de su pluma.

Prometí dar curso a su solicitud e incluso abundar sobre cuanto me había expuesto, con su mismo énfasis y claridad; lo cual hice, aunque albergando bastantes dudas sobre el carácter de la respuesta a recibir.

Creo que la primera reacción fue de Carlos Rafael, expresándome las mismas preocupaciones que yo en el fondo tenía respecto a lo que Oriana podría publicar finalmente, teniendo en cuenta sus anteriores entrevistas y artículos, su fama de provocadora y —como decimos en Cuba— de “libretera”, en el orden político. De todos modos, el asunto estaba siendo considerado por Fidel.

Al cabo de una semana, Oriana telefoneó y hube de decirle eso mismo; que debíamos esperar. Ella insistió en la importancia de verlo pronto y, en su estilo como de remolino, adujo no sé cuántas razones por las que era “indispensable” que Fidel Castro la recibiera.

Días después llegó la respuesta: Oriana debía trasladarse a Cuba en los días cercanos al 26 de Julio, que ese año se conmemoraría en Santiago de Cuba, para viajar a la indómita capital oriental donde podría encontrarse con Fidel Castro. Trasmití el mensaje y recuerdo la alegría de la sagaz giornalista cuando supo que sus deseos habrían de cumplirse.

Fallaci fue y regresó del caimán, eufórica. Vino a casa a verme y me contó: “En La Habana estuve pocos días. Allí me atendió el capitán Antonio Núñez Jiménez —muy atentos él y su mujer—; en su casa conocí a varias personalidades de la cultura y la política cubanas, entre otros, a uno muy simpático, inteligente y culto: Guevara”. “Sí —le dije—, Alfredo, fundador del Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC). No, no es pariente de Che”. “Ah, bueno, él mismo, concordó. Fueron muy agradables y me dieron mucha información sobre vuestro país”.

“Fuimos a Santiago y, después del acto —realmente multitudinario y entusiasta—, a una casa donde vendría Castro. Esperé ansiosa…. ¡Y por fin llegó! Tuvimos una larga plática; expliqué mis intereses, sugerí que más que una entrevista podría ser un libro, que estaba segura de que sería un éxito fenomenal. Fidel Castro respondió que no tenía tiempo en esos días para que conversáramos sobre todos los temas: ‘¿Por qué no viene en septiembre? Entonces estaré más libre y creo que podríamos contar con el tiempo necesario’”.

Oriana aceptó, desde luego. Y comenzó a hacer planes enseguida. Debía ir a Europa a ajustar ciertas cosas, no sé si relativas a la entrevista, y ver a su editor, en fin… Prometió estar en contacto telefónico, por si tenía algún recado de La Habana. Y partió, dejándome sus teléfonos en Italia y Nueva York.


No recuerdo si 15 días después, o algo más, recibí la noticia del arribo de Alfredo Guevara, quien venía a encontrarse con Oriana para darle un mensaje importante. Mientras tanto, debía localizarla y asegurarme de que estaría en Nueva York en esos días. Cuando di con ella —ya había regresado de Roma— se entusiasmó, intuyendo que las cosas marchaban más rápido de lo imaginado.

Conversé con Alfredo el día antes de la entrevista, a la que debía acudir solo, por instrucciones del Comandante, y me anticipó la tremenda noticia: Fidel había cancelado toda posibilidad de conceder a Oriana la entrevista. ¿Por qué? A su salida de Cuba, en el vuelo que la condujo a México en ruta hacia Nueva York, iba sentada al lado de un periodista que creyó italiano —idioma en el que hablaron— y le transmitió sus impresiones muy negativas, absurdas realmente, sobre Fidel Castro, comparándolo ¡nada menos! que con Benito Mussolini.

Fallaci no había entendido al personaje que ansiaba entrevistar y emitió juicios superficiales sobre alguien que apenas conocía, con quien solo había conversado un par de horas, si acaso. El “periodista italiano” no era otro que Jorge Timossi, argentino de origen italiano, colaborador de Prensa Latina. Él hizo llegar esa información a Cuba, motivando la comprensible decisión de Fidel.

En efecto, ponerse en manos de Oriana Fallaci era correr un riesgo que podría causar daños a la Revolución, sobre todo teniendo en cuenta la enorme difusión de sus trabajos. Alfredo debía expresarle, razonadamente, las objeciones del Comandante a mantener la cita, con todo el cuidado de que era capaz Guevara, pero sin dejar dudas de que teníamos derecho a no seguir adelante ni confiar en ella.

Alfredo me narró aquel borrascoso encuentro. Oriana estaba furiosa, caminaba, gesticulaba, gritaba, se detenía, volvía sobre su interlocutor y, abriendo desmesuradamente los ojos, vociferaba: “Esto no se me puede hacer, yo puedo significar mucho para Fidel Castro, porque lo que escribo lo leen todos los hombres importantes del mundo; ¡yo lo colocaré en la cima de la historia!”. Y así por el estilo. Guevara estaba asombrado, pero no hizo concesiones ni abrió resquicio alguno que descubriera una mínima posibilidad. Al final, se despidió cortésmente, bajo las andanadas de la incoercible Oriana.

Aparte de sus intentos telefónicos para que le insistiera a Fidel Castro en mantener la entrevista, dándome todo tipo de seguridades y alegando que la información trasmitida al Comandante era totalmente falsa y que así lo había dicho a Guevara, hubo uno que me sorprendió.

El embajador La Rocca, mi colega italiano ante las Naciones Unidas, me invitó a almorzar con el canciller Giulio Andreotti —a la sazón Jefe de la Delegación de Italia a la Asamblea General— en su residencia, en la Trump Tower, con una vista fabulosa sobre la catedral de San Patricio. Acepté, como es lógico, sin tener idea de qué podría querer tratar conmigo aquel gran personaje de la política europea de la segunda posguerra, varias veces primer ministro y canciller, demócrata-cristiano y “heredero”, en cierto modo, de De Gasperi quien, por lo demás, siempre tuvo una actitud amistosa hacia Cuba.

Grande fue mi sorpresa cuando declaró que sería importante, incluso en el contexto de nuestras relaciones bilaterales, que el presidente Fidel Castro concediera una entrevista a Oriana Fallaci, influyente y destacada periodista italiana a quien seguramente conocía, “que era no solo una personalidad de gran relieve en Italia, sino en toda Europa e internacionalmente”. Con todo respeto, repuse que yo había tramitado personalmente ese deseo de la renombrada escritora, pero podía ya decirle que dudaba mucho se concediera la entrevista en vista de las opiniones expresadas por Oriana sobre Fidel. Andreotti dio a entender que ciertas fuerzas importantes le habían pedido intervenir cerca del Gobierno cubano para que se rectificara la decisión.

Andreotti insistió y me hizo prometerle que, de todos modos, notificaría al Presidente su deseo, lo que hice ese mismo día, agregando cuál había sido mi respuesta al Canciller. Días después, cuando ya este había regresado a Italia, recibí un mensaje indicándome que la respuesta del Comandante no había variado y que así lo informara al alto dignatario. Con pesar, recibió La Rocca la noticia.

Muchos años después, cuando me desempeñaba como Embajador ante la Santa Sede, visité en varias ocasiones a Andreotti, entonces Senador vitalicio, en su oficina del Senado y en su propia casa, al lado opuesto del Tíber pero cerca del Vaticano. Nunca comentamos aquel episodio, mas fue siempre muy afectuoso al referirse al Comandante.

_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Ven 9 Giu 2017 - 8:33     Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
by Roberto Armenia ( https://it.linkedin.com/in/roberto-armenia-2a3b5161 ) - 29 novembre 2016


Per tutta la vita (dal 1962 ad oggi), ho operato nell’editoria, soprattutto a Milano. Tranne gli otto anni (dal novembre 1972 al settembre 1980, dopo le Olimpiadi di Mosca, dove ero accreditato come uno dei 4 italiani addetti al turismo sportivo), in cui sono stato direttore generale a Roma dell’ Italturist”, (terza) compagnia di viaggi e turismo e tour operator internazionale che ha avuto, per sette anni, l’esclusiva per l’Europa del turismo per Cuba. Sono stati anni eroici. Come “Italturist” avevo dislocato all’ Avana Marilena Chierico , come rappresentante fissa (brava, bravissima. Bella, bellissima , che parla ancora sette lingue, compreso il portoghese-cubano) e il “modenese” Vando Martinelli come guida-accompagnatore dei gruppi di turisti italiani a Cuba.

Grazie a Marilena Chierico e agli allora dirigenti dell’”I.N.I.T. –Industria Nazionale Impresa per il Turismo”, l’indio Louis Okeda, direttore generale e Marcos Compagnioni direttore commerciale (di origine italiana) siamo riusciti a fissare, nel 1978, un appuntamento con Fidel Castro per Oriana Fallaci , che voleva intervistare il “lider maximo” per il settimanale “L’Europeo”. L’incontro è avvenuto, con intervista iniziata bene ma chiusa, velocemente, perché Fidel Castro non gradiva i modi “prepotenti” e autoritari della bravissima giornalista italiana. Ma ugualmente fatta. Anche il sottoscritto era presente, con l’interprete-traduttrice Marilena Chierico e con il “misterioso” Enrique, rappresentante politico del partito comunista cubano presso l’”I.N.I.T.” (Ministero del Turismo) che non ha perso una battuta dell’incontro-scontro tra Fidel Castro e Oriana Fallaci (salvo poi, redigere , sicuramente, il suo rapporto). A fine intervista, “casualmente” , abbiamo incontrato all’ “Hotel Capri” dell’Avana, Vando Martinelli, che ha presentato alla Fallaci un “vecchietto” , modesto ed apparentemente timido-riservato, dicendo che era il padre di Che Guevara. Al che, la giornalista lo ha tempestato di domande, per arricchire la sua intervista. Fatica sprecata perché, il giorno dopo dal fedelissimo al partito e dal direttore generale dell’ “I.N.I.T.”, Louis Okeda abbiamo saputo che il padre di Che Guevara era morto da sei anni . Era stata una bubbola, una fandonia . Naturalmente la Fallaci ha distrutto la parte dell’intervista al presunto padre di Che Guevara, “incazzandosi” con il sottoscritto e con Enrique. Ricordo che per oltre un’ora , sono stato soggiogato dal carisma (spesso teatrale) di Fidel Castro e, in parte intimorito dall’andamento dell’incontro-scontro tra il “lider maximo” e la giornalista italiana.

_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Ven 9 Giu 2017 - 8:53     Oggetto: Rispondi citando

Oriana debía trasladarse a Cuba en los días cercanos al 26 de Julio (1980), que ese año se conmemoraría en Santiago de Cuba, para viajar a la indómita capital oriental donde podría encontrarse con Fidel Castro. Trasmití el mensaje y recuerdo la alegría de la sagaz giornalista cuando supo que sus deseos habrían de cumplirse.

Fallaci fue y regresó del caimán, eufórica. Vino a casa a verme y me contó: “En La Habana estuve pocos días. Allí me atendió el capitán Antonio Núñez Jiménez —muy atentos él y su mujer—; en su casa conocí a varias personalidades de la cultura y la política cubanas, entre otros, a uno muy simpático, inteligente y culto: Guevara”. “Sí —le dije—, Alfredo, fundador del Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC). No, no es pariente de Che”. “Ah, bueno, él mismo, concordó. Fueron muy agradables y me dieron mucha información sobre vuestro país”.

“Fuimos a Santiago y, después del acto —realmente multitudinario y entusiasta—, a una casa donde vendría Castro. Esperé ansiosa…. ¡Y por fin llegó! Tuvimos una larga plática; expliqué mis intereses, sugerí que más que una entrevista podría ser un libro, que estaba segura de que sería un éxito fenomenal. Fidel Castro respondió que no tenía tiempo en esos días para que conversáramos sobre todos los temas: ‘¿Por qué no viene en septiembre? Entonces estaré más libre y creo que podríamos contar con el tiempo necesario’”.

Oriana aceptó, desde luego. Y comenzó a hacer planes enseguida. Debía ir a Europa a ajustar ciertas cosas, no sé si relativas a la entrevista, y ver a su editor, en fin… Prometió estar en contacto telefónico, por si tenía algún recado de La Habana. Y partió, dejándome sus teléfonos en Italia y Nueva York.

No recuerdo si 15 días después, o algo más, recibí la noticia del arribo de Alfredo Guevara, quien venía a encontrarse con Oriana para darle un mensaje importante. Mientras tanto, debía localizarla y asegurarme de que estaría en Nueva York en esos días. Cuando di con ella —ya había regresado de Roma— se entusiasmó, intuyendo que las cosas marchaban más rápido de lo imaginado.

Conversé con Alfredo el día antes de la entrevista, a la que debía acudir solo, por instrucciones del Comandante, y me anticipó la tremenda noticia: Fidel había cancelado toda posibilidad de conceder a Oriana la entrevista. ¿Por qué? A su salida de Cuba, en el vuelo que la condujo a México en ruta hacia Nueva York, iba sentada al lado de un periodista que creyó italiano —idioma en el que hablaron— y le transmitió sus impresiones muy negativas, absurdas realmente, sobre Fidel Castro, comparándolo ¡nada menos! que con Benito Mussolini.

Fallaci no había entendido al personaje que ansiaba entrevistar y emitió juicios superficiales sobre alguien que apenas conocía, con quien solo había conversado un par de horas, si acaso. El “periodista italiano” no era otro que Jorge Timossi, argentino de origen italiano, colaborador de Prensa Latina. Él hizo llegar esa información a Cuba, motivando la comprensible decisión de Fidel.

_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
Anubi
coordinatore


Registrato: 26/08/10 15:39
Messaggi: 7004
Residenza: Nelle nebbie della Bassa

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 2:28     Oggetto: Rispondi citando

Certo che non ci fa una bella figura l'ex ambasciatore a raccontare cose che nessuno dei chiamati in ballo può smentire perché tutti trapassati da tempo.

Premetto che non ho mai nutrito simpatie per lo stile di scrittura e per la persona della Fallaci, riconoscendo come veri i comportamenti che Roberto Armenia cita e che si ritrovano tutti nei contenuti e nello stile della lettera di risposta alla mancata intervista ed alle accuse mosse, pubblicata ante da cocoloco.

Un deja vu típico quello di Roa Kouri di una certa cultura comunista, che utilizza il metodo disinformatia per screditare personaggi storici e rivalutarne altri.
Lenin, Stalin, Krushev, etc etc

Strano che Raul Roa Kouri non sapesse nulla di quanto riportato da Roberto Armenia per la intervista del 1978, ovvero ben due anni prima, il cui scritto appare esemplare per l'assenza di interessi e ritorni nel raccontare le cose accadute.

Rova invece d'interesse ne mostra parecchio a sostegno della Revolución, gettando fango a destra e manca, pure sull'ignaro Giulio Andreotti, col riferimento ai poteri forti Rolling Eyes .

Il passaggio sul presunto italiano che siede accanto ad Oriana é clamorosamente smentito dal contenuto di riferimento diretto nella lettera della Fallaci che ben lo identifica e cita con cognome e nazionalità

L'episodio del padre del Che riportato in altro modo e tempo da Roa Kouri é quasi la conferma della tesi del complotto ordito e pianificato di cui ora Rova vuol rendersi attore della azione di ripulitura storica" .


Sorta di gara postuma a chi primo e con maggior riconoscimento taglia il traguardo della singolar tenzone scatenatasi mediaticamente a partire dall'annuncio della morte di Fidel?

Non passa giorno che qualcuno ometta di pubblicare al riguardo.

Alla faccia del culto della personalità. Cool Embarassed

PS: In fase d'invio del commento mi sovviene un sospetto?
Che con i suoi 81anni Roa Kouri sia un poco "confuso" da mischiare eventi raccontati da Armenia con quelli successivi, con oggetto sempre la Fallaci?? Shocked Rolling Eyes
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato HomePage
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 9:27     Oggetto: Rispondi citando

Anubi ha scritto:
Certo che non ci fa una bella figura l'ex ambasciatore a raccontare cose che nessuno dei chiamati in ballo può smentire perché tutti trapassati da tempo.

Premetto che non ho mai nutrito simpatie per lo stile di scrittura e per la persona della Fallaci, riconoscendo come veri i comportamenti che Roberto Armenia cita e che si ritrovano tutti nei contenuti e nello stile della lettera di risposta alla mancata intervista ed alle accuse mosse, pubblicata ante da cocoloco.

Un deja vu típico quello di Roa Kouri di una certa cultura comunista, che utilizza il metodo disinformatia per screditare personaggi storici e rivalutarne altri.
Lenin, Stalin, Krushev, etc etc

Strano che Raul Roa Kouri non sapesse nulla di quanto riportato da Roberto Armenia per la intervista del 1978, ovvero ben due anni prima, il cui scritto appare esemplare per l'assenza di interessi e ritorni nel raccontare le cose accadute.

Rova invece d'interesse ne mostra parecchio a sostegno della Revolución, gettando fango a destra e manca, pure sull'ignaro Giulio Andreotti, col riferimento ai poteri forti Rolling Eyes .

Il passaggio sul presunto italiano che siede accanto ad Oriana é clamorosamente smentito dal contenuto di riferimento diretto nella lettera della Fallaci che ben lo identifica e cita con cognome e nazionalità

L'episodio del padre del Che riportato in altro modo e tempo da Roa Kouri é quasi la conferma della tesi del complotto ordito e pianificato di cui ora Rova vuol rendersi attore della azione di ripulitura storica" .


Sorta di gara postuma a chi primo e con maggior riconoscimento taglia il traguardo della singolar tenzone scatenatasi mediaticamente a partire dall'annuncio della morte di Fidel?

Non passa giorno che qualcuno ometta di pubblicare al riguardo.

Alla faccia del culto della personalità. Cool Embarassed

PS: In fase d'invio del commento mi sovviene un sospetto?
Che con i suoi 81anni Roa Kouri sia un poco "confuso" da mischiare eventi raccontati da Armenia con quelli successivi, con oggetto sempre la Fallaci?? Shocked Rolling Eyes



Robe' non condivido praticamente GNENTE di quel che dici Rolling Eyes

Ci sarebbe molto da dire sui vari aspetti che hai toccato...ma cercheró di spiegare brevemente il mio pensiero

Citazione:
Certo che non ci fa una bella figura l'ex ambasciatore a raccontare cose che nessuno dei chiamati in ballo può smentire perché tutti trapassati da tempo.


Per quanto riguarda la famosa intervista mi pare ci sia ben poco da smentire...ed il racconto dell'ex ambasciatore cubano mi pare scritto con molto rispetto... anche nei confronti della Fallaci. Molti di quelli che l'hanno conosciuta ne parlano in modo mooolto piú pesante
Quindi non vedo nessuna brutta figura nel raccontare qualcosa che si é vissuto in prima persona

Semmai... una brutta figura la fa la Fallaci quando dice:

Citazione:
2) L’Ambasciatore italiano è un idiota che non sa quel che dice, come la sua terribile moglie e i suoi inetti collaboratori.



Citazione:
Strano che Raul Roa Kouri non sapesse nulla di quanto riportato da Roberto Armenia per la intervista del 1978, ovvero ben due anni prima, il cui scritto appare esemplare per l'assenza di interessi e ritorni nel raccontare le cose accadute.


Il testo di Armenia non mi pare molto preciso. Alcune date sarebbero da veriFICAre e poi... che lingua sarebbe il "portoghese-cubano"? Confused Razz

Cmq, piú seriamente, ti risulta che la Fallaci abbia mai pubblicato l'intervista del 1978? Perché non l'avrebbe pubblicata e perché ne chiedeva un'altra poco dopo?

Citazione:
Il passaggio sul presunto italiano che siede accanto ad Oriana é clamorosamente smentito dal contenuto di riferimento diretto nella lettera della Fallaci che ben lo identifica e cita con cognome e nazionalità


Chiaro! Dopo esser stata veriFICAta nel piú classico dei modi kuvani ed esser caduta nella rete come un pesciolone... la focosa Oriana, vistasi cancellare l'intervista programmata, si é incazzata come una biscia ed ha finalmente capito chi le stava casualmente affianco Cool

Citazione:
L'episodio del padre del Che riportato in altro modo e tempo da Roa Kouri é quasi la conferma della tesi del complotto ordito e pianificato di cui ora Rova vuol rendersi attore della azione di ripulitura storica" .


Di che parli??
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 9:43     Oggetto: Rispondi citando

Anubi ha scritto:
PS: In fase d'invio del commento mi sovviene un sospetto?
Che con i suoi 81anni Roa Kouri sia un poco "confuso" da mischiare eventi raccontati da Armenia con quelli successivi, con oggetto sempre la Fallaci?? Shocked Rolling Eyes


Roa Kourí e Roberto Armenia sono praticamente coetanei Cool


Citazione:
Raúl Roa Kourí. Es un exdiplomático y escritor
Nace el 9 de julio de 1936 en la Calzada de Jesús del Monte, en La Habana
A la edad de 23 años, Carlos Lechuga lo propone para que lo acompañe a laborar en la misión diplomática cubana en Santiago de Chile. Trabajo durante 14 años en New York, como embajador cubano ante la ONU, ha desempeñado labores en Praga, Paris, Roma, Ciudad de México, Brasilia y Santiago de Chile.



Citazione:
Roberto Armenia

Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
consulente stampa e comunicazione e responsabile relazioni esterne
Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
1992 – 2012 (20 anni)
Emiltur blu
presidente e direttore tecnico
Emiltur blu
1989 – 1992 (3 anni)Modena, Italia
direttore generale
Italturist srl
1980 – 1989 (9 anni)
RCS MediaGroup
dirigente
RCS MediaGroup
1974 – 1980 (6 anni)
capo servizio commerciale
Arnoldo Mondadori Editore
1964 – 1974 (10 anni)
capo ufficio stampa e studi
Edizioni di Comunità Adelphi Editore
1962 – 1964 (2 anni)
Università degli Studi di Ferrara
Università degli Studi di Ferrara
corso Bibliotecnica e Biblioteconomia, Lettere/Studi umanistici
1961 – 1962
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
laurea, giurisprudenza
1957 – 1962

_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 10:01     Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Roberto Armenia

Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
consulente stampa e comunicazione e responsabile relazioni esterne
Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
1992 – 2012 (20 anni)
Emiltur blu
presidente e direttore tecnico
Emiltur blu
1989 – 1992 (3 anni)Modena, Italia
direttore generale
Italturist srl
1980 – 1989 (9 anni)

RCS MediaGroup
dirigente
RCS MediaGroup
1974 – 1980 (6 anni)

capo servizio commerciale
Arnoldo Mondadori Editore
1964 – 1974 (10 anni)
capo ufficio stampa e studi
Edizioni di Comunità Adelphi Editore
1962 – 1964 (2 anni)
Università degli Studi di Ferrara
Università degli Studi di Ferrara
corso Bibliotecnica e Biblioteconomia, Lettere/Studi umanistici
1961 – 1962
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
laurea, giurisprudenza
1957 – 1962



Citazione:
by Roberto Armenia ( https://it.linkedin.com/in/roberto-armenia-2a3b5161 ) - 29 novembre 2016


Per tutta la vita (dal 1962 ad oggi), ho operato nell’editoria, soprattutto a Milano. Tranne gli otto anni (dal novembre 1972 al settembre 1980, dopo le Olimpiadi di Mosca, dove ero accreditato come uno dei 4 italiani addetti al turismo sportivo), in cui sono stato direttore generale a Roma dell’ Italturist”



Roberto Armenia ha scritto:
Sono stati anni eroici. Come “Italturist” avevo dislocato all’ Avana Marilena Chierico , come rappresentante fissa (brava, bravissima. Bella, bellissima , che parla ancora sette lingue, compreso il portoghese-cubano) e il “modenese” Vando Martinelli come guida-accompagnatore dei gruppi di turisti italiani a Cuba.

Grazie a Marilena Chierico e agli allora dirigenti dell’”I.N.I.T. –Industria Nazionale Impresa per il Turismo”, l’indio Louis Okeda, direttore generale e Marcos Compagnioni direttore commerciale (di origine italiana) siamo riusciti a fissare, nel 1978, un appuntamento con Fidel Castro per Oriana Fallaci , che voleva intervistare il “lider maximo” per il settimanale “L’Europeo”. L’incontro è avvenuto, con intervista iniziata bene ma chiusa, velocemente, perché Fidel Castro non gradiva i modi “prepotenti” e autoritari della bravissima giornalista italiana. Ma ugualmente fatta. Anche il sottoscritto era presente, con l’interprete-traduttrice Marilena Chierico e con il “misterioso” Enrique, rappresentante politico del partito comunista cubano presso l’”I.N.I.T.” (Ministero del Turismo) che non ha perso una battuta dell’incontro-scontro tra Fidel Castro e Oriana Fallaci (salvo poi, redigere , sicuramente, il suo rapporto). A fine intervista, “casualmente” , abbiamo incontrato all’ “Hotel Capri” dell’Avana, Vando Martinelli, che ha presentato alla Fallaci un “vecchietto” , modesto ed apparentemente timido-riservato, dicendo che era il padre di Che Guevara. Al che, la giornalista lo ha tempestato di domande, per arricchire la sua intervista. Fatica sprecata perché, il giorno dopo dal fedelissimo al partito e dal direttore generale dell’ “I.N.I.T.”, Louis Okeda abbiamo saputo che il padre di Che Guevara era morto da sei anni . Era stata una bubbola, una fandonia . Naturalmente la Fallaci ha distrutto la parte dell’intervista al presunto padre di Che Guevara, “incazzandosi” con il sottoscritto e con Enrique. Ricordo che per oltre un’ora , sono stato soggiogato dal carisma (spesso teatrale) di Fidel Castro e, in parte intimorito dall’andamento dell’incontro-scontro tra il “lider maximo” e la giornalista italiana.


Robe', se il padre di Che Guevara (11.2.1900 – 1.4.1987) era morto da 6 anni... in che anno la Fallaci ha incontrato Fidel? Cool
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 10:44     Oggetto: Rispondi citando

cocoloco ha scritto:
Anubi ha scritto:
Certo che non ci fa una bella figura l'ex ambasciatore a raccontare cose che nessuno dei chiamati in ballo può smentire perché tutti trapassati da tempo.


Semmai... una brutta figura la fa la Fallaci quando dice: "L’Ambasciatore italiano è un idiota che non sa quel che dice, come la sua terribile moglie e i suoi inetti collaboratori"


L'Ambasciatore "idiota" Cool Rolling Eyes

Citazione:




Umberto La Rocca (Porto Said, 1920 – Roma, 9 ottobre 2011)

Nato a Port Said da padre italiano e madre francese, studiò a Roma, dove venne sorpreso dall'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale. Per le sue conoscenza della lingua araba, inglese e francese, venne arruolato dal Regio Esercito come sergente nel Centro "A" (Arabo) del Raggruppamento Centri Militari, un reparto speciale costituito da truppe straniere. Con tale reparto partecipò ad ardite incursioni nel deserto libico contro gli inglesi ed infine alla difesa di Roma dai tedeschi nei giorni seguenti l'armistizio di Cassibile[1].

Ambasciatore, è stato capo della delegazione diplomatica italiana presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, a New York, e ha ricoperto incarichi di rilievo anche nelle ambasciate italiane a Washington, Londra e Parigi.

È stato anche capo di gabinetto del Ministero degli Affari Esteri e consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei ministri. Al termine dell'attività diplomatica ha collaborato con numerose aziende, delle quali è stato presidente: Alenia, Traforo del Monte Bianco e Aeritalia. È stato componente del consiglio di amministrazione dell'Enel.

Dal 1993 fino alla sua morte ha ricoperto la carica di presidente della SIOI - Società Italiana di Organizzazione Internazionale, ente morale a carattere internazionalistico, ed è stato inoltre presidente onorario dell'associazione tra ambasciatori "Diplomatia", membro dell'Advisory Board della St. John's University e membro del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.


La "terribile moglie" Cool Rolling Eyes

Citazione:


Marina Malfatti (Firenze, 25 aprile 1933 – Roma, 8 giugno 2016[1]) è stata un'attrice italiana

_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
Anubi
coordinatore


Registrato: 26/08/10 15:39
Messaggi: 7004
Residenza: Nelle nebbie della Bassa

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 19:39     Oggetto: Rispondi citando

cocoloco ha scritto:

Citazione:
L'episodio del padre del Che riportato in altro modo e tempo da Roa Kouri é quasi la conferma della tesi del complotto ordito e pianificato di cui ora Rova vuol rendersi attore della azione di ripulitura storica" .


Di che parli??


Roul Roa Kouri ha scritto:
........
Fallaci fue y regresó del caimán, eufórica. Vino a casa a verme y me contó: “En La Habana estuve pocos días. Allí me atendió el capitán Antonio Núñez Jiménez —muy atentos él y su mujer—; en su casa conocí a varias personalidades de la cultura y la política cubanas, entre otros, a uno muy simpático, inteligente y culto: Guevara”. “Sí —le dije—, Alfredo, fundador del Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC). No, no es pariente de Che”. “Ah, bueno, él mismo, concordó. Fueron muy agradables y me dieron mucha información sobre vuestro país”.


Roberto Armenia ha scritto:
.........
. A fine intervista, “casualmente” , abbiamo incontrato all’ “Hotel Capri” dell’Avana, Vando Martinelli, che ha presentato alla Fallaci un “vecchietto” , modesto ed apparentemente timido-riservato, dicendo che era il padre di Che Guevara. Al che, la giornalista lo ha tempestato di domande, per arricchire la sua intervista. Fatica sprecata perché, il giorno dopo dal fedelissimo al partito e dal direttore generale dell’ “I.N.I.T.”, Louis Okeda abbiamo saputo che il padre di Che Guevara era morto da sei anni .
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato HomePage
Anubi
coordinatore


Registrato: 26/08/10 15:39
Messaggi: 7004
Residenza: Nelle nebbie della Bassa

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 19:53     Oggetto: Rispondi citando

cocoloco ha scritto:
Citazione:
Roberto Armenia

Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
consulente stampa e comunicazione e responsabile relazioni esterne
Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
1992 – 2012 (20 anni)
Emiltur blu
presidente e direttore tecnico
Emiltur blu
1989 – 1992 (3 anni)Modena, Italia
direttore generale
Italturist srl
1980 – 1989 (9 anni)

RCS MediaGroup
dirigente
RCS MediaGroup
1974 – 1980 (6 anni)

capo servizio commerciale
Arnoldo Mondadori Editore
1964 – 1974 (10 anni)
capo ufficio stampa e studi
Edizioni di Comunità Adelphi Editore
1962 – 1964 (2 anni)
Università degli Studi di Ferrara
Università degli Studi di Ferrara
corso Bibliotecnica e Biblioteconomia, Lettere/Studi umanistici
1961 – 1962
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
laurea, giurisprudenza
1957 – 1962



Citazione:
by Roberto Armenia ( https://it.linkedin.com/in/roberto-armenia-2a3b5161 ) - 29 novembre 2016


Per tutta la vita (dal 1962 ad oggi), ho operato nell’editoria, soprattutto a Milano. Tranne gli otto anni (dal novembre 1972 al settembre 1980, dopo le Olimpiadi di Mosca, dove ero accreditato come uno dei 4 italiani addetti al turismo sportivo), in cui sono stato direttore generale a Roma dell’ Italturist”



Roberto Armenia ha scritto:
Sono stati anni eroici. Come “Italturist” avevo dislocato all’ Avana Marilena Chierico , come rappresentante fissa (brava, bravissima. Bella, bellissima , che parla ancora sette lingue, compreso il portoghese-cubano) e il “modenese” Vando Martinelli come guida-accompagnatore dei gruppi di turisti italiani a Cuba.

Grazie a Marilena Chierico e agli allora dirigenti dell’”I.N.I.T. –Industria Nazionale Impresa per il Turismo”, l’indio Louis Okeda, direttore generale e Marcos Compagnioni direttore commerciale (di origine italiana) siamo riusciti a fissare, nel 1978, un appuntamento con Fidel Castro per Oriana Fallaci , che voleva intervistare il “lider maximo” per il settimanale “L’Europeo”. L’incontro è avvenuto, con intervista iniziata bene ma chiusa, velocemente, perché Fidel Castro non gradiva i modi “prepotenti” e autoritari della bravissima giornalista italiana. Ma ugualmente fatta. Anche il sottoscritto era presente, con l’interprete-traduttrice Marilena Chierico e con il “misterioso” Enrique, rappresentante politico del partito comunista cubano presso l’”I.N.I.T.” (Ministero del Turismo) che non ha perso una battuta dell’incontro-scontro tra Fidel Castro e Oriana Fallaci (salvo poi, redigere , sicuramente, il suo rapporto). A fine intervista, “casualmente” , abbiamo incontrato all’ “Hotel Capri” dell’Avana, Vando Martinelli, che ha presentato alla Fallaci un “vecchietto” , modesto ed apparentemente timido-riservato, dicendo che era il padre di Che Guevara. Al che, la giornalista lo ha tempestato di domande, per arricchire la sua intervista. Fatica sprecata perché, il giorno dopo dal fedelissimo al partito e dal direttore generale dell’ “I.N.I.T.”, Louis Okeda abbiamo saputo che il padre di Che Guevara era morto da sei anni . Era stata una bubbola, una fandonia . Naturalmente la Fallaci ha distrutto la parte dell’intervista al presunto padre di Che Guevara, “incazzandosi” con il sottoscritto e con Enrique. Ricordo che per oltre un’ora , sono stato soggiogato dal carisma (spesso teatrale) di Fidel Castro e, in parte intimorito dall’andamento dell’incontro-scontro tra il “lider maximo” e la giornalista italiana.


Robe', se il padre di Che Guevara (11.2.1900 – 1.4.1987) era morto da 6 anni... in che anno la Fallaci ha incontrato Fidel? Cool


A sto punto visto che le date ballano e di parecchio....... me sa che il rinco é Roberto Armenia......
oppure c'é un complotto per screditare tutto e tutti quelli coinvolti in sta storia

Riguardo alla moglie di Rocca, ricordo una delle battute comiche dal fustigatore politico di turno di quegli anni, che rispondeva alla domanda su come saranno gli eredi della della DC...... Storti e Malfatti!
riferendosi al leader sindacale della CISL (la triplice LAMA -STORTI - VANNI) ed al politico Franco Maria
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato HomePage
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 22:56     Oggetto: Rispondi citando

Anubi ha scritto:
cocoloco ha scritto:

Citazione:
L'episodio del padre del Che riportato in altro modo e tempo da Roa Kouri é quasi la conferma della tesi del complotto ordito e pianificato di cui ora Rova vuol rendersi attore della azione di ripulitura storica" .


Di che parli??


Roul Roa Kouri ha scritto:
........
Fallaci fue y regresó del caimán, eufórica. Vino a casa a verme y me contó: “En La Habana estuve pocos días. Allí me atendió el capitán Antonio Núñez Jiménez —muy atentos él y su mujer—; en su casa conocí a varias personalidades de la cultura y la política cubanas, entre otros, a uno muy simpático, inteligente y culto: Guevara”. “Sí —le dije—, Alfredo, fundador del Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC). No, no es pariente de Che”. “Ah, bueno, él mismo, concordó. Fueron muy agradables y me dieron mucha información sobre vuestro país”.



appunto... Roa Kouri NON parla del padre del Che
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 23:02     Oggetto: Rispondi citando

Anubi ha scritto:
cocoloco ha scritto:
Citazione:
Roberto Armenia

Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
consulente stampa e comunicazione e responsabile relazioni esterne
Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.
1992 – 2012 (20 anni)
Emiltur blu
presidente e direttore tecnico
Emiltur blu
1989 – 1992 (3 anni)Modena, Italia
direttore generale
Italturist srl
1980 – 1989 (9 anni)

RCS MediaGroup
dirigente
RCS MediaGroup
1974 – 1980 (6 anni)

capo servizio commerciale
Arnoldo Mondadori Editore
1964 – 1974 (10 anni)
capo ufficio stampa e studi
Edizioni di Comunità Adelphi Editore
1962 – 1964 (2 anni)
Università degli Studi di Ferrara
Università degli Studi di Ferrara
corso Bibliotecnica e Biblioteconomia, Lettere/Studi umanistici
1961 – 1962
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
laurea, giurisprudenza
1957 – 1962



Citazione:
by Roberto Armenia ( https://it.linkedin.com/in/roberto-armenia-2a3b5161 ) - 29 novembre 2016


Per tutta la vita (dal 1962 ad oggi), ho operato nell’editoria, soprattutto a Milano. Tranne gli otto anni (dal novembre 1972 al settembre 1980, dopo le Olimpiadi di Mosca, dove ero accreditato come uno dei 4 italiani addetti al turismo sportivo), in cui sono stato direttore generale a Roma dell’ Italturist”



Roberto Armenia ha scritto:
Sono stati anni eroici. Come “Italturist” avevo dislocato all’ Avana Marilena Chierico , come rappresentante fissa (brava, bravissima. Bella, bellissima , che parla ancora sette lingue, compreso il portoghese-cubano) e il “modenese” Vando Martinelli come guida-accompagnatore dei gruppi di turisti italiani a Cuba.

Grazie a Marilena Chierico e agli allora dirigenti dell’”I.N.I.T. –Industria Nazionale Impresa per il Turismo”, l’indio Louis Okeda, direttore generale e Marcos Compagnioni direttore commerciale (di origine italiana) siamo riusciti a fissare, nel 1978, un appuntamento con Fidel Castro per Oriana Fallaci , che voleva intervistare il “lider maximo” per il settimanale “L’Europeo”. L’incontro è avvenuto, con intervista iniziata bene ma chiusa, velocemente, perché Fidel Castro non gradiva i modi “prepotenti” e autoritari della bravissima giornalista italiana. Ma ugualmente fatta. Anche il sottoscritto era presente, con l’interprete-traduttrice Marilena Chierico e con il “misterioso” Enrique, rappresentante politico del partito comunista cubano presso l’”I.N.I.T.” (Ministero del Turismo) che non ha perso una battuta dell’incontro-scontro tra Fidel Castro e Oriana Fallaci (salvo poi, redigere , sicuramente, il suo rapporto). A fine intervista, “casualmente” , abbiamo incontrato all’ “Hotel Capri” dell’Avana, Vando Martinelli, che ha presentato alla Fallaci un “vecchietto” , modesto ed apparentemente timido-riservato, dicendo che era il padre di Che Guevara. Al che, la giornalista lo ha tempestato di domande, per arricchire la sua intervista. Fatica sprecata perché, il giorno dopo dal fedelissimo al partito e dal direttore generale dell’ “I.N.I.T.”, Louis Okeda abbiamo saputo che il padre di Che Guevara era morto da sei anni . Era stata una bubbola, una fandonia . Naturalmente la Fallaci ha distrutto la parte dell’intervista al presunto padre di Che Guevara, “incazzandosi” con il sottoscritto e con Enrique. Ricordo che per oltre un’ora , sono stato soggiogato dal carisma (spesso teatrale) di Fidel Castro e, in parte intimorito dall’andamento dell’incontro-scontro tra il “lider maximo” e la giornalista italiana.


Robe', se il padre di Che Guevara (11.2.1900 – 1.4.1987) era morto da 6 anni... in che anno la Fallaci ha incontrato Fidel? Cool


A sto punto visto che le date ballano e di parecchio....... me sa che il rinco é Roberto Armenia......
oppure c'é un complotto per screditare tutto e tutti quelli coinvolti in sta storia



tra le due versioni evidentemente contrastanti propenderei senza dubbio per quella fornita dall'ex Ambasciatore cubano... e senza vederci complotti o tentativi di screditare nessuno

semmai qualcuno é stato screditato da quanto qui riportato... sarebbe l'Oriana nazionale per alcuni contenuti della sua lettera
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2017 - 23:14     Oggetto: Rispondi citando

Aston Villa ha scritto:
E cosi il nostro Comandante en Jefe ha terminato il suo percorso terreno senza l'assoluzione della Oriana che, nel frattempo, aveva provveduto a terminare il suo.
Chissa'....magari in presenza di Satanasso in persona Fidel avra' concesso questa benedetta intervista alla Fallaci.
Nei confronti della Fallaci ho avuto, nei decenni, sentimenti controversi.
L'ho amata quando, nei suoi libri, combatteva il regime fascista dei colonnelli greci, l'ho detestata quando e' partita lancia in testa contro tutto il mondo arabo anche se....alla luce dei fatti di questi ultimi anni, almeno in parte l'ho riabilitata.
Per quanto vale una mia riabilitazione, ovviamente.
Pero' che grande giornalista e' stata!
Eccezionale nel riuscire ad arrivare sempre al punto, cronista vera che si metteva la mimetica e andava in zona di guerra in Vietnam, Non come i leccaculo di Stampa e Repubblica che scrivono merda di Cuba e del Venezuela, al fresco dell'aria condizionata, nella loro camera in un 5 stelle di Miami.
Poi, chiaro, il successo ha dato un po' alla testa come si evince dallo scritto inviato a Fidel.
E' lecito chiedere un'intervista, ma e' prerogativa di chi riceve la richiesta il concederla o meno.
Se sai che devi intervistare uno come Fidel....tappati quella linguaccia toscana e viaggia schiscia.
Parliamo di un uomo che aveva tutto il diritto di scegliere con chi parlare, della persona al mondo che ha subito piu' attentati negli ultimi 100 anni, del capo di stato di un paese povero, assediato e sotto embargo da parte della piu' potente macchina da guerra del pianeta.
Dire sempre quello che si pensa e' un pregio solo per gli idioti.
Nel vivere comune bisogna sapere quando e' il momento di parlare e quando, forse, e' meglio contare fino a 10.
Sarai anche la Fallaci, ma non puoi dare dell'idiota all'ambasciatore del tuo paese o pensare che tutti quelli che ti circondino siamo dei cretini.
Stupirsi poi perche' la scorta messa a sua disposizione dal governo cubano non vada poi a riferire, a chi di dovere, ogni suo movimento e comportamento e' stano da parte una donna che ha girato il mondo.
Forse per intervistare Fidel Castro non bisognava pensarla come lui ma neanche mettere quotidianamente in dubbio i dogmi su cui si basa la vita intera dell'intervistato.

Puoi anche non essere socialista, ma se vuoi intervistare uno che si professa tale almeno gli devi il rispetto che si e' guadagnato tenendo in scacco, per decenni, il grande e potente nemico del nord.
Una cosa e' certa, personaggi come lei e come Fidel ci mancano ogni giorno di piu'; finiti i giganti ci ritroviamo ad avere a che fare con i nani e le ballerine.
La Fallaci era questa, ha preso come un' offesa personale il rifiuto di un grande della terra di parlare con lei.
Alla fine ci avrebbe fatto l'ennesimo libro dove avrebbe guadagnato gli ennesimi quattrini.
Sara' per la prossima vita.


condivido OK
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
chevy56



Registrato: 27/05/11 11:45
Messaggi: 2512

MessaggioInviato: Mar 13 Giu 2017 - 8:52     Oggetto: Rispondi citando

Di sicuro la Fallaci aveva il piccolo difetto di essere un tantino presuntuosa...
Se pensava di essere in grado di fare grande un uomo o distruggerlo con un suo articolo...
Se si pretende di provocare volontariamente senza cercare di inserirsi nel contesto storico e pretendere di non essere mandata.....là, si è presuntuosi e poco furbi, sia che si tratti di Fidel Castro o Khomeni.
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Mar 13 Giu 2017 - 9:42     Oggetto: Rispondi citando

chevy56 ha scritto:
Di sicuro la Fallaci aveva il piccolo difetto di essere un tantino presuntuosa...
Se pensava di essere in grado di fare grande un uomo o distruggerlo con un suo articolo...
Se si pretende di provocare volontariamente senza cercare di inserirsi nel contesto storico e pretendere di non essere mandata.....là, si è presuntuosi e poco furbi, sia che si tratti di Fidel Castro o Khomeni.


ah si... ma solo un tantino-ino-ino Twisted Evil Wink Razz

in questa sa lettera peró dimostra anche una grande arroganza e mancanza di rispetto verso alcune persone citate (vedi Ambasciatore italiano)
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Mar 13 Giu 2017 - 10:47     Oggetto: Rispondi citando

Le lettere a Castro

Citazione:
La paura è un peccato, una raccolta di 120 lettere, ... quelle furenti a Fidel Castro che corteggiò per molti anni e che alla fine non le concesse l'intervista


Citazione:
La paura è un peccato (El miedo es un pecado, en italiano), pueden leerse las misivas a Castro (una para solicitarle una entrevista y otra totalmente molesta por la imposibilidad de hacerle preguntas a Castro).


n. 87 - maggio 1983

https://books.google.it/books?id=xs8qDAAAQBAJ&pg=PT227&lpg=PT227&dq=oriana+la+paura+%C3%A9+un+peccato+richiesta+intervista+castro&source=bl&ots=jlKoER1DJR&sig =pCSGs7A9ZsIhZ4UBu1JOv8uvLHk&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj- 8PWVtbrUAhXJAcAKHYd9Aa4Q6AEIMTAD#v=onepage&q=oriana%20la%20paura%20%C3%A9%20un%20peccato%20richiesta%20intervista%20castro&f=false
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Mar 13 Giu 2017 - 11:19     Oggetto: Rispondi citando

Perplessità... date, incontri,... Rolling Eyes

Raúl Roa Kourí ha scritto:
Oriana Fallaci, la conocida periodista y escritora italiana, llamó a mi oficina en la Misión Permanente de Cuba ante las Naciones Unidas y pidió hablarme. Corría el año 1980. Quería verme personalmente, pues deseaba una entrevista con el presidente Fidel Castro

Al cabo de una semana, Oriana telefoneó y hube de decirle eso mismo; que debíamos esperar
Días después llegó la respuesta: Oriana debía trasladarse a Cuba en los días cercanos al 26 de Julio, que ese año se conmemoraría en Santiago de Cuba, para viajar a la indómita capital oriental donde podría encontrarse con Fidel Castro

Fallaci fue y regresó del caimán, eufórica. Vino a casa a verme y me contó: “En La Habana estuve pocos días. Allí me atendió el capitán Antonio Núñez Jiménez —muy atentos él y su mujer—; en su casa conocí a varias personalidades de la cultura y la política cubanas, entre otros, a uno muy simpático, inteligente y culto: Guevara”. “Sí —le dije—, Alfredo, fundador del Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC). No, no es pariente de Che”. “Ah, bueno, él mismo, concordó. Fueron muy agradables y me dieron mucha información sobre vuestro país”.

“Fuimos a Santiago y, después del acto —realmente multitudinario y entusiasta—, a una casa donde vendría Castro. Esperé ansiosa…. ¡Y por fin llegó! Tuvimos una larga plática; expliqué mis intereses, sugerí que más que una entrevista podría ser un libro, que estaba segura de que sería un éxito fenomenal. Fidel Castro respondió que no tenía tiempo en esos días para que conversáramos sobre todos los temas: ‘¿Por qué no viene en septiembre? Entonces estaré más libre y creo que podríamos contar con el tiempo necesario’”.

No recuerdo si 15 días después, o algo más, recibí la noticia del arribo de Alfredo Guevara, quien venía a encontrarse con Oriana para darle un mensaje importante... Fidel había cancelado toda posibilidad de conceder a Oriana la entrevista


Oriana Fallaci ha scritto:
New York, 1° ottobre 1983

Signor Presidente,
mercoledì 28 settembre il Suo Ambasciatore all’Unesco, dottor Alfredo Guevara – da Lei inviato appositamente da Parigi a New York per recapitarmi il Suo messaggio – mi ha comunicato che l’intervista fissata per il mese di novembre era stata cancellata

Oltre ad Alfredo Guevara, a Gabriel García Márquez e al loro gruppo di amici a Cuba ho avuto contatti solo con l’Ambasciatore italiano e con coloro che si sono fatti carico delle mie necessità negli ultimi giorni. Inoltre, in aeroporto mi è stato affiancato un giornalista argentino con il compito di assistermi in ogni evenienza



Roberto Armenia ha scritto:
siamo riusciti a fissare, nel 1978, un appuntamento con Fidel Castro per Oriana Fallaci , che voleva intervistare il “lider maximo” per il settimanale “L’Europeo”. L’incontro è avvenuto, con intervista iniziata bene ma chiusa, velocemente, perché Fidel Castro non gradiva i modi “prepotenti” e autoritari della bravissima giornalista italiana. Ma ugualmente fatta. Anche il sottoscritto era presente, con l’interprete-traduttrice Marilena Chierico e con il “misterioso” Enrique, rappresentante politico del partito comunista cubano presso l’”I.N.I.T.” (Ministero del Turismo) che non ha perso una battuta dell’incontro-scontro tra Fidel Castro e Oriana Fallaci

_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Gio 15 Giu 2017 - 21:10     Oggetto: Rispondi citando

cocoloco ha scritto:
Le lettere a Castro

Citazione:
La paura è un peccato, una raccolta di 120 lettere, ... quelle furenti a Fidel Castro che corteggiò per molti anni e che alla fine non le concesse l'intervista


Citazione:
La paura è un peccato (El miedo es un pecado, en italiano), pueden leerse las misivas a Castro (una para solicitarle una entrevista y otra totalmente molesta por la imposibilidad de hacerle preguntas a Castro).


n. 87 - maggio 1983

https://books.google.it/books?id=xs8qDAAAQBAJ&pg=PT227&lpg=PT227&dq=oriana+la+paura+%C3%A9+un+peccato+richiesta+intervista+castro&source=bl&ots=jlKoER1DJR&sig =pCSGs7A9ZsIhZ4UBu1JOv8uvLHk&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj- 8PWVtbrUAhXJAcAKHYd9Aa4Q6AEIMTAD#v=onepage&q=oriana%20la%20paura%20%C3%A9%20un%20peccato%20richiesta%20intervista%20castro&f=false



Nueva York, mayo de 1983

Estimado señor Castro,

Pasaron casi dos años desde que Enrico Berlinguer, al volver de su viaje a Cuba, me dijo que había hablado con usted para pedirle que me conceda una entrevista, instancia que él mismo apoyaba con convicción. Berlinguer me comunicó que usted había prometido llamarme cuando llegara el momento oportuno de realizar la entrevista, y desde entonces evité importunarlo con otros pedidos. Sin embargo, puesto que no recibí respuesta alguna, me permito escribirle nuevamente.

Como le dije en otras cartas, numerosos diarios de todo el mundo esperan una entrevista suya. Se trata de publicaciones estadounidenses, europeas y de América Latina. Del Washington Post al Times de Londres, del The Chicago Tribune a Le Nouvel Observateur de París, del Corriere della Sera de Milán al Politica de Belgrado; me refiero a casi todos los diarios de América Latina, algunos de los países escandinavos y al Asahi Shimbun de Tokio… Precisamente durante mi último viaje a Polonia el vicepremier Mieczyslaw Rakowski, con quien acabo de tener una reunión y con quien tengo relación de amistad, me pidió entrevistarlo para su semanario Politica de Varsovia. Ahora William Broyles Jr., director de Newsweek, con quien comencé a colaborar hace poco, pide que renueve mi pedido. No hace falta que describa la importancia de Newsweek, que se vende en todos los países de todos los continentes y tiene más de veintidós millones de lectores por semana. Tampoco es necesario subrayar el relieve que le daría Newsweek a mi entrevista con usted.

Adjunto además una copia de la carta de William Broyles Jr., que ya pudo escribirle en primera persona. Adjunto también la carta del vicepresidente de Houghton Mifflin, editorial de mi libro Interview with History (Entrevista con la historia), que espera el nuevo libro que debería contener mis últimas entrevistas con los líderes mundiales y quienes hicieron historia. Aún están esperando porque no obtuve la entrevista con usted, y sobre todo porque no puedo realizar este libro sin el capítulo que más me interesa: el de Fidel Castro.

Los poderosos del mundo que deseo conocer sinceramente son tan pocos, señor presidente, que sobrarían los dedos de la mano para contarlos. Además, siempre consideré que usted constituye el interlocutor ideal que me permitiría realizar un trabajo perfecto: usted sabe hablar, sabe responder y no se limite a breves palabras o respuestas prefabricadas, como hace la mayoría.

Querido señor presidente, me gustaría encontrar nuevas palabras para renovar este pedido que sigo presentándole desde hace ya varios años. ¿Pero qué más puedo decir para convencerlo de mis buenas intenciones y de la actualidad de esta entrevista? Ahora más que antes; ahora que Reagan está en el poder, que las tragedias en Salvador se multiplicaron y que los problemas de Nicaragua aumentan…

Puede enviarme una respuesta a nuestra embajada en Cuba o a través de su embajador jefe de misión en las Naciones Unidas, a quien también conozco, o bien directamente al director de Newsweek, William Broyles Jr.

Con la esperanza de recibir una respuesta, le expreso mi gratitud y pleno respeto.

Oriana Fallaci
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
cocoloco



Registrato: 30/09/06 03:26
Messaggi: 86141

MessaggioInviato: Ven 16 Giu 2017 - 12:43     Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Por Redacción CaféFuerte

Fidel Castro había accedido a ser entrevistado por la célebre periodista italiana Oriana Fallaci en 1983, pero el encuentro entre ambos fue finalmente cancelado...

De acuerdo con el testimonio de Roa Kourí, Castro recibió a Fallaci en Santiago de Cuba en julio de 1983 en ocasión de las celebraciones en esa ciudad por el trigésimo aniversario del ataque al Cuartel Moncada, y habían acordado que la periodista regresara en septiembre para concretar la entrevista, que ella planeaba convertir en un libro.

El articulista menciona el aniversario celebrado en Santiago de Cuba, aunque pudo haber sido antes de 1983 en ciudades como Bayamo y Las Tunas, en la región oriental del país.


(luglio) 1980 come afferma Roa Kourí o (luglio) 1983 come cerca di immaginare il periodi$ta di caféfuerte Cool Question

Pare proprio che Fidel Castro non fosse a Santiago in quei giorni di luglio... ne nel 1980 ne nel 1983
_________________
IL PIACERE DI INFORMARE, DI INFORMARSI, DI CONDIVIDERE
CUBAFACILE.COM
Inizio Pagina
Profilo Invia messaggio privato MSN
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Cubafacile - Il Forum di Cuba e della sua gente -> Tematiche generali Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi